Il Castelletto che vorrei: in mostra i progetti dello Iuav

5 Agosto 2019

TRIESTE. Percorsi progettuali come spunti di riflessione per nuovi utilizzi. Sono i disegni in mostra alle serre nuove nel Parco di Miramare elaborati da un centinaio di architetti del domani, studenti dello Iuav di Venezia, che nei mesi scorsi ha elaborato circa trenta progetti per il Castelletto di Miramare. La mostra è stata inaugurata ed è visitabile in alcuni mercoledì di agosto e settembre, precisamente il 7 e 28 agosto, e il 4 e 11 settembre dalle 16 alle 19, grazie al supporto e alla guida degli stessi studenti che si alterneranno per spiegare ai visitatori il loro percorso di elaborazione rispetto all’ideazione di nuovi utilizzi per spazi e manufatti storici con attenzione alla loro attuale destinazione e agli spazi che li circondano.

In queste giornate, come ogni mercoledì dal 7 agosto al 18 dicembre, sarà possibile visitare gratuitamente anche il Castello di Miramare dalle 16.30 alle 18.30, grazie all’iniziativa del MiBac #IoVadoalMuseo. Ulteriore elemento di novità, le serre nuove nel Parco, riaprono al pubblico per la prima volta dopo il recente restauro.

Le esercitazioni progettuali sul Castelletto – guidate dal professor Andrea Benedetti titolare del corso di restauro -, mettono in luce l’importanza dell’apporto creativo e pratico degli studenti per la ricerca di soluzioni che ne consentano un utilizzo complementare rispetto al contesto nel quale è inserito. Il Castelletto è infatti un piccolo gioiello architettonico, ora chiuso in attesa di una nuova destinazione, concepito a metà Ottocento come dimora temporanea per Massimiliano e Carlotta. La nuova destinazione del manufatto storico, che negli anni passati è stato anche sede dell’Area Marina Protetta, non è quindi ancora stata stabilita anche se il direttore Contessa, in fase di briefing agli studenti, aveva voluto dare qualche spunto da cui partire.

Oltre a una destinazione museale, seppur con alcune criticità in termini di fruizione e accessibilità della struttura, era stata evidenziata anche l’opportunità di pensarlo come una risorsa, per ospitare nel prestigioso spazio piccoli convegni, eventi, attività didattiche o incontri istituzionali. Oltre alla “mission impossible” dell’accessibilità, la seconda richiesta del direttore Contessa era stata quella di considerare il Castelletto non come edificio isolato, bensì come parte del complesso sistema del parterre superiore e delle serre.

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