Il campo di prigionia di Gonars e la Snia Viscosa

25 Gennaio 2019

TORVISCOSA. Un incontro nel sito dell’ex campo di concentramento di Gonars in occasione del Giorno della Memoria: è una nuova iniziativa della Pro Torviscosa, che permetterà agli intervenuti di conoscere una storia del tutto inedita, che collega le deportazioni di civili jugoslavi del 1942-1943 con Torviscosa e con la sua esperienza industriale. L’appuntamento è per domenica 27 gennaio per le 11 nel sito dell’ex campo di Gonars oppure, per chi parte da Torviscosa, alle 10.30 davanti al bar Circolo.

Le vicende del campo di concentramento di Gonars sono abbastanza note: attivato a seguito dell’occupazione nazifascista della Jugoslavia, è stato uno dei tanti campi di internamento dei civili sloveni e croati deportati dalle zone occupate dall’esercito italiano. Gli internati civili nei campi di concentramento italiani furono migliaia: solo a Gonars sono morte, di fame e malattie, oltre 500 persone, tra cui molte donne e molti bambini. C’è una parte della storia che però è ancora del tutto sconosciuta al pubblico e che riguarda molto da vicino Torviscosa.

L’annessione della bassa Slovenia all’Italia, seguita all’occupazione, aveva permesso alla Saici di Torviscosa (azienda del gruppo Snia Viscosa) di iniziare un’attività di sfruttamento delle foreste della zona di Gottschee (Kocevie). Il legname veniva poi trasferito a Torviscosa e utilizzato per la produzione di cellulosa ad integrazione della canna gentile, la materia prima “nazionale” sperimentata dalla Snia per la produzione di cellulosa autarchica, che si era presto rivelata inadeguata per la produzione di fibre tessili di qualità. L’area di Kocevie coincideva con una delle zone occupate dall’esercito italiano e l’attività di disboscamento fu condotta in accordo se non addirittura in sinergia con l’esercito, al punto che la Saici poteva perfino utilizzare i prigionieri in aiuto ai boscaioli. Anche se ufficialmente motivato solo da ragioni economiche, il disboscamento fu nella realtà molto funzionale alle operazioni anti-partigiane dell’esercito italiano, che forniva infatti anche una scorta alla Saici. La rappresaglia italiana alle azioni partigiane comportò la distruzione pressoché completa di numerosi villaggi della zona di Gottschee / Kocevie, che infatti oggi non esistono più. Per esempio, nel villaggio di Mala Gora solo pochissimi sono gli edifici non abbattuti. Oggi Mala Gora conta 6 abitanti.

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Delle vicende della Snia di Torviscosa si occupa da anni Mareno Settimo, che ha condotto approfondite ricerche in archivi italiani e stranieri e si è imbattuto anche in documenti riguardanti l’attività della Snia a Kocevie durante la guerra. Su invito della Pro Torviscosa, sarà quindi proprio lui ad illustrare questa parte della storia il prossimo 27 gennaio.

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