I valori dell’accoglienza

23 Maggio 2016

POZZUOLO. La Cooperativa sociale Itaca si interroga sui “Valori del prendersi cura e dell’accoglienza” e lo fa a margine dell’Assemblea generale dei delegati (prevista il 25 maggio alle 16.30 al Centro Balducci di Zugliano), ritagliando un angolo rivolto ai propri soci e proponendo un momento di riflessione, condivisione e formazione. Sempre il 25 maggio al Centro Balducci di Zugliano alle 17.30 (al termine dei lavori assembleari) è infatti previsto uno speciale incontro con Franco Floris, direttore di “Animazione sociale”, rivista che è parte del progetto culturale dell’associazione Gruppo Abele, che interverrà sul tema “Responsabili della ricerca di un ‘vivere altrimenti’ di tutti i cittadini”. Con lui anche Pierluigi Di Piazza, fondatore, responsabile e anima del Centro Balducci che interverrà sul tema “Il mio nemico è l’indifferenza. Essere cristiani nel tempo del grande esodo”.

“Per noi di Itaca si è affacciato nel 2015 un nuovo capitolo – afferma la presidente Orietta Antonini -, che avrà un sempre più forte impatto soprattutto a livello sociale, culturale, politico ed economico. Il riferimento è ad un fenomeno che, soprattutto sul piano comunicativo (ma non solo), in molti stanno cavalcando, strumentalizzando, a vario titolo e per gli scopi più diversi: l’accoglienza e assistenza ai richiedenti protezione internazionale”. A fine 2015, dopo aver contribuito a dare risposte ad una situazione emergenziale nella provincia di Pordenone, in raccordo con la Prefettura e la Cooperativa Nuovi Vicini, che da anni è impegnata nell’accoglienza ai migranti, Itaca ha partecipato insieme alla stessa Nuovi Vicini ad altre otto cooperative sociali del territorio al bando indetto dalla Prefettura di Pordenone per assicurare la prima accoglienza di 800 migranti sul territorio provinciale.

“Certo Itaca avrà un piccolissimo ruolo in termini di numeri, ma abbiamo scelto di esserci per dare e per imparare: per noi non sarà certo un “business” – spiega Orietta Antonini -, e in ogni caso daremo puntuale e trasparente rendicontazione di tutte le entrate e uscite. Anche perché, va sottolineato, il servizio è stato valutato dalla Prefettura su criteri diversi da quelli economici: modalità di organizzazione e gestione, diffusione dell’ospitalità, inclusione sociale e culturale, competenze e risorse messe a disposizione. Non è indifferente il “come” viene perseguito l’obiettivo dell’accoglienza che, in ogni caso, è declinato nel bando con richiamo alle leggi in vigore: condurre le persone verso un’autonomia personale, l’integrazione sociale, attiva e funzionale”.

“Come Itaca abbiamo fatto una cosa normale – conclude Antonini -, mi viene da dire che abbiamo fatto solo il nostro “dovere” di cooperatori e di persone: si può anche essere contrari alla risposta politica fornita dai Governi, compreso quello italiano, ma il fenomeno non può essere ignorato, né possiamo continuare a concepirlo e gestirlo con un approccio emergenziale. Noi, non possiamo e non vogliamo ignorarlo”.

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