I “ritratti eloquenti” di Basso Cannarsa in una mostra

13 Gennaio 2020

Cannarsa e Ciol

PORDENONE. E’ stata inaugurata nella biblioteca civica di Pordenone, accolta da un folto pubblico (e fra i presenti anche il maestro Elio Ciol) e rimarrà aperta fino al 15 febbraio la prima mostra personale del fotografo Basso Cannarsa dal titolo “Ritratti eloquenti”. Curata dall’Associazione culturale Thesis con il patrocinio del Comune di Pordenone e il sostegno della Regione, porta per la prima volta sotto i riflettori il prezioso lavoro del più noto fotografo italiano degli scrittori, che ha fatto di questa specializzazione la cifra della sua professione artistica, per la quale collabora con le maggiori case editrici, i quotidiani e periodici di tutto il mondo, grazie alla distribuzione prima dell’agenzia Grazia Neri ed attualmente della francese Opale. Sono 42 i ritratti scelti dall’amplissima collezione di scatti del fotografo, privilegiando gli scrittori (tra gli altri Natalia Ginzburg, Elfriede Jelinek, Agata Kristof, Eugene Ionesco, Margareth Atwood, Arundhaty Roy, José Saramago, Primo Levi, Richard Kapuscinsky, senza tralasciare altre grandi personalità della cultura (fra le quali Antonioni e Fellini, Ettore Sottsass, Gillo Dorfles, Cesare Musatti).

Tanti gli aneddoti che si celano dietro ogni scatto – evocati durante la conversazione fra Cannarsa, il curatore di Dedoca Claudio Cattaruzza e il critico d’arte Angelo Bertani. Per esempio la volta in cui Cannarsa, allora alle prime armi, convinse Primo Levi – cui diede il proprio numero di telefono senza speranza e invece fu addirittura richiamato – a farsi fotografare nel febbraio 1987 (e in aprile si tolse la vita), “un incontro di soli sguardi, permeato del mio imbarazzo degli inizi, e quale devo il fatto di aver proseguito con la fotografia”. O Federico Fellini, di cui la mostra ospita la foto scattata al Grand Hotel di Rimini, dove il regista era in attesa di una persona che poi si rivelò Titta Benzi (che infatti compare nello scatto), suo amico di infanzia e di una vita e che ispirò la storia di “Amarcord”.

E che dire dello scrittore portoghese Antonio Lobo Antunes “che nella stanza della piccola pensione in cui mi diede appuntamento – ancora Cannarsa – mi aprì vestito solo dell’asciugamano, appena uscito dalla doccia, e mi permise di ritrarlo così”. Fra i tanti fotografati Basso Cannarsa ha affermato di ricordare con maggiore piacere lo scrittore tedesco Winfried Georg Sebald, o il cileno Roberto Bolano “incontrato quando ancora in Europa faceva fatica a entrare nelle grazie degli editori (per poi diventare scrittore di culto)”. Fra le donne Angela Carter, Muriel Spark, Arundathy Roy…”Riesco a entrare in empatia e a fare degli scatti in pochissimo tempo – ha infine dichiarato, rispondendo a chi gli chiedeva il segreto di foto così belle e intense – impiego più tempo a parlare che a fotografare. Molti scrittori negli anni mi salutano ancora con affetto, forse lascio in loro un buon ricordo”.

La mostra sarà visitabile fino al 15 febbraio, con ingresso libero, negli orari di apertura della Biblioteca (dalle 9 alle 19, tutti i giorni esclusa la domenica), con ingresso libero. In abbinamento all’esposizione, come preziosi “suggerimenti di lettura”, la Biblioteca Civica ha raccolto un repertorio specifico delle opere a catalogo degli autori ritratti, mettendone in evidenza soprattutto le ultime uscite editoriali, tutte disponibili al prestito.

Info: Biblioteca Civica Pordenone tel. 0434 392970 www.thesis-pn.it

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