I “quadri viventi” chiudono il festival I Teatri dell’Anima

3 Gennaio 2019

PORDENONE. Appuntamento conclusivo del Festival I Teatri dell’Anima, nel cartellone del Natale a Pordenone. Il 4 gennaio il Museo diocesano Arte Sacra Pordenone apre per la prima volta le sue porte al teatro: alle 20.45 “Per grazia ricevuta” di Teatri35 – Napoli dedicato a 15 opere del Caravaggio messe in scena con grande intensità. Spettacolo con ingresso gratuito, per il quale è consigliata la prenotazione visto che i posti sono limitati (tel. 333.6785485 – info@etabetateatro.org).

Sarà preceduto, alle 18 nell’Auditorium del Museo dall’incontro con Francesco Giraldo, Teatri del Sacro – Acec, sul tema “La Sala del Futuro: presidi sociali e culturali – rigenerare gli spazi per rigenerare le relazioni”, incentrato sul recupero delle vecchie sale di comunità dove si svolgevano nelle parrocchie proiezioni cinematografiche e spettacoli teatrali. La performance sui Tableaux Vivants “Per Grazia Ricevuta” – con Gaetano Coccia, Francesco O. De Santis, Antonella Parrell – affonda le radici in un’esperienza laboratoriale di svariati anni che pone al centro il corpo dell’attore. Arrivare alla costruzione del quadro non è il fine; ciò che viene ricercata è una modalità di lavoro in cui il corpo è semplice strumento, un mezzo alla pari di una stoffa o di un cesto.

Francesco Giraldo

Il singolo attore in scena compie azioni sonore, azioni inserite in una partitura musicale in cui ogni gesto è in funzione di una meccanica, di un ingranaggio in cui ciò che viene eseguito è strettamente necessario. Come per incanto morbidi drappeggi avvolgeranno muscoli tesi. Appariranno lame e frutti, piume e pesi in sospensione e si sentirà odore d’incenso. Nulla è lasciato al caso così come nulla è superfluo. La dinamica della costruzione trova il suo equilibrio nella sospensione musicale di uno stop, nel fermo immagine di un’azione in divenire che costringe il corpo ad una tensione muscolare viva e pulsante. Gli attori saranno attrezzisti, scenografi e modelli del pittore. Le tele si comporranno sotto l’occhio dello spettatore coinvolto in un’esperienza mistica e sensoriale. Caravaggio sarà presente come non mai, attraverso tutti i sensi: si potrà sentirlo, assaporarlo, toccarlo, respirarlo, vederlo. Accompagnati da una colonna sonora di brani classici (Mozart, Albinoni, Sibelius, Tchaikovsky), verranno rappresentate 15 tra le opere più celebri del pittore, tra cui Giuditta e Oloferne, Decollazione del Battista, Crocifissione di San Pietro.

Si conclude dunque con questo spettacolo di grande suggestione la rassegna “I Teatri dell’anima”, festival nato per riflettere sul mondo che è stato, che sta cambiando e che sarà, analizzando etica, storia e religione. Rassegna ideata da EtaBeta Teatro in collaborazione con I Teatri Del Sacro, Scuola Sperimentale dell’Attore, Museo Diocesano d’Arte Sacra, Associazione Teatrale Friulana, Uilt Fvg e con il sostegno di Regione, Fondazione Friuli e Comune di Pordenone nonché la collaborazione delle varie Parrocchie e Comuni toccati dal festival.

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