I premiati a Leggimontagna

21 Ottobre 2018

TOLMEZZO. Grande emozione per la cerimonia di premiazione della 16^ edizione del concorso letterario Leggimontagna che ha visto quest’anno una grande adesione con 83 opere pervenute: 35 per la sezione narrativa, 26 per la saggistica e 22 inediti. Emozione nel ricordo di Sergio De Infanti, fondatore del concorso e pioniere degli sci, mancato lo scorso agosto. Prima di dare il via alla cerimonia di premiazione, l’amico di sempre Luciano Santin ha chiesto un minuto di silenzio per l’alpinista e figura simbolo della montagna friulana.

Ecco tutti i premiati delle tre sezioni, Narrativa, Saggistica e Inediti, nell’attesa di sapere a dicembre l’esito di Cortomontagna.

Per la sezione Narrativa, la prima classificata è stata Michela Piaia con “Il Lobbio” (Sismondi ed.), romanzo storico ambientato nel Cadore dell’Ottocento, nel momento del passaggio dall’Austria all’Italia, in uno scenario montano che è quello bellunese e che diviene protagonista di alterne vicende umane, in cui i personaggi si muovono alla ricerca di una propria dimensione esistenziale. Sulla trama delle loro vicende, si innestano abilmente le diverse realtà storiche, quali l’emigrazione, la lotta civile e politica risorgimentale, che trovano pieno ritmo in una prosa incalzante e avvincente. Dietro di lei, al secondo posto, Marco Albino Ferrari con “La via incantata” (Ponte alle Grazie), rievocazione di un personaggio semi dimenticato – l’esploratore italiano Giacomo Bove -, incrociata con la restituzione soggettiva di un percorso di wilderness intitolato al suo nome e anch’esso in abbandono. Al terzo posto Marco Pozzali con “Le nuvole non aspettano” (ed. Diabasis), un romanzo breve che riesce a mettere assieme le montagne di casa con quelle della Patagonia, sogno per ogni alpinista. Ma nel sogno il ricordo non si cancella, diventa più crudele. Il ricordo è quello del figlio che il protagonista non è riuscito a trattenere in parete. Una segnalazione è stata inoltre ricevuta da Giuseppe Festa per il suo libro “Cento passi per volare” (Salani ed.).

Per la sezione Saggistica, premiati come primi classificati Roberto Dini, Luca Gibello e Stefano Giroldo, con “Rifugi e bivacchi. Gli imperdibili delle Alpi. Architettura, storia, paesaggio” (Hoepli). Architettura, storia e paesaggio riuniti in un volume di grandi dimensioni che va ad analizzare il nascere e il divenire di una delle realtà che ormai fanno parte della montagna: quella dei rifugi e dei bivacchi. Al secondo posto, Mario Casella con “Il peso delle ombre. Racconti veri o false storie?” (GCE – Gabriele Capelli Editore) con la seguente motivazione: “molto documentato e ben scritto, l’autore esplora un universo raramente messo in evidenza, quello della menzogna, nei confronti degli altri ma anche verso se stessi, in un ambiente tradizionalmente considerato puro per definizione, come quello della montagna”. Al terzo posto Franco Brevini con “Simboli della montagna” (ed. Il Mulino). Questa volta l’autore, vecchia conoscenza di Leggimontagna, ha scelto di affrontare l’iconografia alpina, gli stereotipi e i luoghi comuni, realizzando un libro colto e scorrevole, capace di grattare la superficie di quella montagna patinata, idealizzata ed economicizzata che sempre più spesso viene presentata a scoppi di pubblicità per fare affiorare la vera sostanza dei sei emblemi scelti, tra pregi reali e immagini costruite ad arte ed elevate a simbologie universali.

Al Premio Leggimontagna 2018, sezione inediti, sono pervenuti 22 racconti. La selezione è stata più laboriosa degli altri anni per la molteplicità delle prospettive secondo le quali è stata visitata la montagna. Ironia e garbo – di regola – hanno ottenuto la preferenza. Tra gli inediti si è imposto Paolo Borsoni con “Breve pellegrinaggio in cielo” (motto Alea). La medaglia d’argento in questa sezione è andata a Domenico Flavio Ronzoni con il suo libro “Le malinconie del rifugista” (motto Semelinanno). Mentre terzo classificato è Lorenzo Garbarino con “La porta e il cuore (motto Amalia). Al quarto posto ex aequo si sono posizionati, senza premio, Flavio Faoro con “Duel” (motto Dolomia) e Marco Boldrini con “Un’altra storia” (motto Condor).

Premio speciale UNESCO a “DEGLI ANTICHI SENTIERI”, di Giorgio Madinelli, Andrea Fiorot e Paolo Lorenzi (La Chiusa): un volume snello e di un formato adatto a valorizzare le tante belle fotografie, per far conoscere, anche in forma narrativa, le Alpi Clautane, poco frequentate, ma ricche di bellissimi scorci e di antichi sentieri che testimoniano come in passato la situazione fosse diversa, sia perché quelle montagne erano abitate, sia in quanto le valli e i passi venivano attraversati come vie di transito.

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