I migranti climatici nelle foto di Alessandro Grassani

30 Giugno 2020

SAN VITO AL TAGLIAMENTO. La 34ma rassegna Fvg Fotografia organizzata dal Craf di Spilimbergo decolla. Con le restrizioni post lockdown e il massimo rispetto delle regole, Il Centro Ricerca e Archiviazione della Fotografia inaugura la nuova edizione della storica rassegna in auge dal 1987 e rilancia la cultura attraverso grandi autori. “Abbiamo scelto di costruire un progetto ’fisico’ che restituisse alle nostre comunità il bisogno di cultura – commenta il direttore del Craf Alvise Rampini -. La fotografia ci offre l’opportunità di trasmettere messaggi sociali importanti capaci di stimolare un comportamento più responsabile nei confronti della natura”.

Alessandro Grassani – Bangladesh, Dhaka

La rassegna, cui è stato attribuito quest’anno il claim strategico #Change, vede la collaborazione della Regione Fvg con il sostegno della Fondazione Friuli e il patrocinio dell’Università di Udine. La manifestazione si occuperà delle radicali trasformazioni del pianeta, dei cambiamenti climatici e dell’uomo: “Il Craf utilizza l’arte della fotografia per innescare una virtuosa riflessione sui temi ambientali – sottolinea il presidente Enrico Sarcinelli -; rispettare il mondo nel quale viviamo è un’azione oggi più che mai imprescindibile”.

Friuli Venezia Giulia Fotografia apre dunque ufficialmente il 4 luglio a San Vito al Tagliamento, Comune socio del Craf, con il progetto espositivo del fotografo Alessandro Grassani “Environmental migrants – the last illusion”, vincitore dell’undicesima edizione del Premio Giornalistico Amilcare Ponchielli. La mostra sarà accolta nella chiesa di San Lorenzo fino al 6 settembre 2020. L’autore documenta la storia e il disagio dei migranti climatici contemporanei di Mongolia, Haiti, Bangladesh e Kenya. Secondo una previsione delle Nazioni Unite, nel 2050 sul nostro pianeta ci saranno 200 milioni di migranti ambientali alla ricerca di una nuova vita in megalopoli sempre più povere e affollate. Ancora troppa l’indifferenza dei Paesi sviluppati verso questo fenomeno in crescita dove la fotografia non solo documenta, ma ci incoraggia a reagire con determinazione alle immagini incisive dell’autore, per cambiare le sorti della specie umana e della natura che ci ospita.

Alessandro Grassani – Nairobi, Kenya

Grassani, che ha esposto il progetto anche al Palazzo delle Nazioni Unite, riceverà dal Craf il Premio Friuli Venezia Giulia Fotografia, l’ambito riconoscimento in passato attribuito a Mario Giacomelli, Mario De Biasi, Franco Fontana, Nino Migliori, Giovanni Gastel, Letizia Battaglia e molti altri ancora: “Il nostro albo d’oro è prestigioso – sottolinea il presidente –: tutti i nomi che hanno segnato la storia della fotografia italiana sono passati al Craf”. La mostra sarà visitabile gratuitamente dal 4 luglio al 6 settembre alla Chiesa di San Lorenzo. L’inaugurazione potrà essere seguita in diretta attraverso i canali social.

La rassegna proseguirà in autunno a Pordenone con il progetto del fotografo Francesco Comello “L’isola della salvezza”, che ha vinto il terzo posto al World Press Photo. Racconta la vita in un centro spirituale, educativo e culturale in Russia, che oggi accoglie 300 ragazzi. Senza tv, internet, cellulari e denaro, lavorano la terra, studiano, ballano. Forgiano l’anima e allenano il corpo al cambiamento individuale. A Comello sarà consegnato il Premio Friuli Venezia Giulia Fotografia per un autore regionale. La mostra sarà aperta a Palazzo Ricchieri, dal 9 ottobre al 15 novembre.

Alessandro Grassani – Mongolia

L’ultimo appuntamento in programma è a febbraio 2021. Il Craf a Palazzo Tadea, dal 20 febbraio al 25 aprile, ospiterà il francese Yann Arthus-Bertrand, monumento vivente della fotografia aerea, con la mostra “Home”. Viste dal cielo, le ferite della Terra sono ben evidenti, le immagini documentano i cambiamenti e l’impatto dell’uomo sul pianeta, sensibilizzando tutti allo sviluppo sostenibile dagli oceani alle vette delle montagne, dalla savana africana ai ghiacciai antartici, le sue opere manifestano un profondo rispetto e amore per la Terra. Yann Arthus-Bertrand ha creato nel 2005 la Foundation GoodPlanet. Tra film, mostre, pubblicazioni e programmi formativi, la Fondazione promuove iniziative a tema ambientale in tutto il mondo, per sviluppare la coscienza ecologica collettiva e per venire in aiuto alle comunità più esposte a rischi ambientali.

Yann Arthus-Bertrand riceverà dal CRAF il prestigioso International Award of Photography: “La sua presenza ci onora – commenta Sarcinelli – e, se le restrizioni ce lo permetteranno, contiamo di organizzare un incontro pubblico all’università e la proiezione del suo lungometraggio Home”.

Gli orari della mostra di San Vito: sabato e domenica 10.30-12.30/ 15.30-19. Per info: segreteria@craf-fvg.it; organizzazione@craf-fvg.it
Tel. 0427-91453.

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