“I miei pùpoli” di Gaetano Kanizsa al Museo Revoltella

23 Agosto 2020

Gaetano Kanizsa

TRIESTE. Sarà inaugurata martedì 25 agosto alle 17 al Museo Revoltella di Trieste la mostra “I miei pùpoli. Gaetano Kanizsa scienziato e artista”, dedicata all’anima artistica di un grande della ricerca percettologica, internazionalmente noto per le sue scoperte visive. Nata nel contesto del Science in the City Festival di Esof2020, l’esposizione organizzata dall’Università di Trieste è incentrata sulla figura di Gaetano Kanizsa, professore presso l’ateneo giuliano dal 1953 e fondatore della scuola triestina di psicologia sperimentale. Oltre che rigoroso scienziato, Kanizsa è stato anche artista e amante dell’arte, in particolare modo della pittura, producendo negli anni un notevole numero di quadri a olio caratterizzati dalla peculiare tecnica delle biotessiture.

Tronco

I nessi espliciti fra i due Kanizsa, scienziato e pittore, sono davvero pochi. In gran parte sono raccolti qui, a conferma del fatto che egli considerava le due attività come fondamentalmente diverse. Come scienziato, Kanizsa divenne noto per la bellezza delle sue dimostrazioni visive focalizzate sul controllo sperimentale di una particolare ipotesi: dimostrazioni basate sulla selezione delle caratteristiche essenziali e sull’eliminazione di quelle superflue. Come pittore, Kanizsa si focalizzò sui gesti calligrafici, guardando ai loro effetti visivi come a qualcosa di originale e non pianificato. Comunque, un nesso implicito tra lo scienziato e il pittore c’è: sta nell’idea di ordine come obiettivo della percezione e come vincolo per l’azione. Nella sua vita scientifica Kanizsa si impegnò a dimostrare che l’attività percettiva tende a raggiungere dei risultati ordinati; nella sua vita artistica utilizzò l’ordine degli atti pittorici come strumento per generare nuove entità visive (pùpoli).

“L’esposizione aiuta a riflettere sul legame tra le tensioni visive e le regole interne ai gesti più liberi, quelli artistici”, sottolinea Walter Gerbino, che insieme a Paolo Bernardis e Carlo Fantoni ha curato l’iniziativa. I tre sono docenti dell’Università di Trieste, Dipartimento di Scienze della Vita (Dsv), che ha organizzato la mostra in collaborazione con l’Ufficio Servizi per la divulgazione scientifica dell’Università di Trieste e Divulgando Srl.

La mostra, ospitata nella saletta al V piano del Museo Revoltella, verrà inaugurata martedì 25 agosto alle 17, con partecipazione a invito. Quindi, da mercoledì 26 agosto a mercoledì 30 settembre, rimarrà aperta al pubblico seguendo gli orari del Museo (9 – 19, escluso il martedì). Sarà possibile prendere parte a visite guidate organizzate dagli stessi esperti del Dsv. Le visite avranno luogo tutti i lunedì e giovedì della settimana a partire dalle 16 e sono prenotabili scrivendo all’ indirizzo kanizsa.pupoli@units.it

Tondo

Nella saletta saranno esposte oltre trenta opere scientifiche o artistiche, divise in otto sezioni che ripercorrono l’intreccio tra ricerca scientifica e produzione artistica di Kanizsa. Viste le difficoltà e possibili limitazioni di accesso ai luoghi pubblici dovute alle restrizioni sull’emergenza Coronavirus gli organizzatori della mostra hanno deciso di costruire in parallelo la mostra fisica all’interno del museo e la mostra virtuale disponibile sul sito www.gaetanokanizsa.it. In conformità alle restrizioni sull’emergenza Coronavirus l’accesso alla saletta verrà contingentato in maniera da evitare assembramenti nel pieno rispetto della distanza interpersonale di un metro. Il quinto piano è raggiungibile tramite ascensore con capienza di una persona.

Ricordiamo che mercoledì 26 agosto alle 16 l’auditorium del Museo Revoltella ospiterà anche la Kanizsa Lecture tenuta da Giorgio Vallortigara, professore di Neuroscienze e direttore dell’Animal Cognition and Neuroscience Lab del Cimec, Università di Trento. La conferenza, dal titolo “Pulcini e bambini: come costruire un cervello sociale”, sarà moderata da Walter Gerbino e cercherà di chiarire quanto le risposte filiali siano il risultato di preferenze spontanee o acquisite.

Per maggiori informazioni consultare il sito www.gaetanokanizsa.it o scrivere a kanizsa.pupoli@units.it

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