I lavori del congresso (aperto a tutti) contro la solitudine

4 Luglio 2019

Apertura del congresso in un GdU gremito

UDINE. Con un “Risveglio dolce”, comincerà così la giornata del 5 luglio a Udine. L’appuntamento, che rientra nell’ambito del XXI congresso internazionale di Ifotes, si terrà alla Loggia del Lionello. Alle 7.30 è in programma un concerto con musiche fiorite, dal Barocco al primo ‘900, eseguite dal duo, mandolino e chitarra, Miola-Pizzolongo (ingresso libero fino a esaurimento posti). Stessa location, alle 18.30, per il concerto “Mandolini in città”, questa volta a esibirsi sarà la “Tita Marzuttini”, l’orchestra a plettro più antica d’Europa.

Ricchissimo anche il programma scientifico aperto alla cittadinanza. Si comincia al mattino al Teatro Nuovo Giovanni da Udine (dalle 11 alle 12.30) con “Aiuto mediante i dispositivi mobili”. Sul palco del Teatrone avremo due punti di vista molto diversi. Da un lato ci sarà Romain Huët, docente di sociologia della comunicazione all’Università di Rennes II, che parlerà dell’aspetto negativo delle nuove tecnologie. Al contrario, Daniela Villani, ricercatrice in psicologia generale alla facoltà di Scienze della Formazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, spiegherà le opportunità che questi strumenti danno.

Dopo il workshop sul “Caregiver e la complessià della cura”, alla scuola Valussi, con Luz Cardenas, nel pomeriggio (dalle 16 alle 17.30) si discuterà della “solitudine dei più giovani”. Marco Crepaldi specializzato in psicologia sociale e comunicazione digitale (fondatore e presidente dell’associazione Hikikomori Italia) parlerà di un fenomeno drammatico e purtroppo alla ribalta delle cronache in questi giorni: l’Hikikomori, l’isolamento dei giovani che è ‘nato’ in Giappone ma oramai ‘approdato’ anche in Italia. Con lui Mark Milton, ideatore e direttore esecutivo della fondazione svizzera Education 4 Peace, che lavora a livello internazionale per promuovere, tra le nuove generazioni, l’autoconsapevolezza, le competenze d’ascolto e la resilienza emozionale.

Alla stessa ora, alla sede dell’UniUd di via Tomadini, Ferdinando Schiavo, Piera Giacconi con Natalie Norma Fella e Giulia Tollis, si confronteranno su “Vivere la solitudine”. Al medesimo orario previsti anche due workshop: Francesca Fedrizzi (L’abbraccio del tango: una conversazione profonda senza parole) sarà al Teatrone e alla Ciclofocacceria Mamm, invece, ad attendere gli ospiti ci sarà Roberto Notarnicola (Creare dolcezza: tiramisù e pannacotta, costo 20 euro). Infine, dalle 18 alle 19.30, alla Camera di Commercio di Udine, in sala Valduga, si parlerà del programma per combattere l’isolamento e facilitare le relazioni con Chiara Tempo e i ragazzi del Liceo Percoto, Paolo Prelli, Paolo Munini e Claudio Favaretto, Cristina Fabris, Victor Tosoratti, Massimiliano Banda.

L’intervento di Barillari

Intanto il 4 luglio si è tenuta la cerimonia di apertura dell’evento che ha portato nel capoluogo friulano un migliaio di persone. Ad accogliere esperti, volontari e studiosi di 20 Paesi (tra i quali anche Perù, Argentina e Haiti), che si confronteranno sul tema della solitudine, la direttrice di Ifotes, la friulana Diana Rucli, e la presidente della Federazione internazionale delle helpline, Tina Duvivier. Sul palco del Giovanni da Udine anche il primo cittadino, Pietro Fontanini: «Come dimostra la presenza di oltre un migliaio di persone all’evento di oggi, Udine ha tutte le carte in regola per diventare una delle capitali del circuito congressuale internazionale. E questo non solo per la felice posizione geografica, che la rende il centro perfetto dell’area europea e mediterranea, ma anche per la capacità ricettiva, i servizi efficienti, la varietà dell’offerta enogastronomica, artistica e cultuale. Voglio quindi ringraziare Ifotes per avere scelto Udine per questo importante congresso, intuendo lo straordinario potenziale della nostra città».

Assieme al sindaco presente anche l’assessore alla Sanità, Assistenza sociale, Rapporti con l’Università, Giovanni Barillari che ha sottolineato: «Quella della lotta alla solitudine rappresenta una delle sfide più importanti della nostra epoca, sia dal punto di vista sociale che clinico. Un soggetto attivo e saldamente inserito in una rete di contatti e di conoscenze risulta infatti non solo essere meno esposto a disturbi comportamentali ma anche più resistente di fronte all’insorgere di vere e proprie patologie. Questo, oggi, non vale più solo per l’anziano ma anche per il giovane, paradossalmente isolato all’interno di una rete totalmente pervasiva e sempre accesa ma priva di anima ed estranea alla realtà».

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