I disegni gradesi di Pasolini (alcuni inediti) a Casarsa

26 Febbraio 2022

Da sinistra, Lavinia Clarotto, Francesca Agostinelli e Flavia Leonarduzzi

CASARSA. Venti disegni, dei quali nove inediti e fra questi un profilo di Maria Callas intitolato Ritratto di Maria e datato 6 settembre 1969 costituiscono il nucleo della preziosa mostra “Pasolini. I disegni nella laguna di Grado”, aperta oggi a Casa Colussi di Casarsa, iniziativa che inaugura le celebrazioni organizzate dal Centro Studi Pasolini per il Centenario del poeta. Interamente dedicata alle opere realizzate da Pasolini nel luogo che fu per lui di grande ispirazione poetica, la mostra, che rimarrà aperta fino al 3 aprile, rappresenta lo sguardo più compiuto sino a oggi su questa parte della produzione pasoliniana che nasce intorno alle riprese di Medea (1969) e la Settimana internazionale del cinema di Grado (1970-1972).

Presentata dalla presidente del Centro studi Pasolini Flavia Leonarduzzi e dalla sindaca di Casarsa Lavinia Clarotto, presenti anche i vari prestatori delle opere inedite esposte, la mostra, curata dalla storica dell’arte udinese Francesca Agostinelli (la cui ricerca, avviata nel 2016, ha permesso il ritrovamento dei pezzi inediti), comprende 11 opere note appartenenti alla collezione del pittore Giuseppe Zigaina, mentre 9 costituiscono appunto il nucleo di “disegni ritrovati” che implementano in modo rilevante quanto sinora conosciuto.

Oltre al ritratto di Maria Callas, anche un disegno di Ninetto Davoli, che dedica “a Paolo” I lumi affumicanti del Safon, riconducendo la situazione al clima particolare generato nell’isola di Grado in quel breve e intenso periodo. Emerse in alcune collezioni private fra Grado, Aquileia, Cervignano e San Giorgio di Nogaro, furono donate da Pasolini agli amici che lo aiutarono e lo sostennero durante la lavorazione del film; nel dettaglio si tratta di vedute della laguna, di reti e di lanterne utili a rischiarare le notti nell’isolotto di Mota Safon, opere che genericamente chiamiamo disegni, “anche se in verità – sottolinea Agostinelli -sulla carta si addensano materiali prelevati dall’intorno: sabbia, conchiglie, fiori conducono ogni opera a una tecnica mista che racconta materialmente il contesto in cui ciascuna nasce”.

L’esposizione, primo degli eventi che culmineranno il 5 marzo con l’apertura della casa museo Colussi-Pasolini, è un’ulteriore testimonianza del lascito pasoliniano in questa piccola parte di mondo che ancora oggi, a distanza di 50 anni, rilascia tracce del suo passaggio. La mostra rimarrà aperta fino al 3 aprile, dal martedì al venerdì con orario 15-19, al sabato e alla domenica dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 19.

Info: www.centrostudipierpaolopasolinicasarsa.it, tel. 0434 870593.

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