Grande Guerra e Medio Friuli: al via una serie di iniziative

1 Novembre 2018

CODROIPO. Il Medio Friuli nella Grande Guerra: il 1918 e la fine del conflitto. Questo il titolo della rassegna ideata, organizzata e promossa dal Progetto Integrato Cultura del Medio Friuli, con il sostegno della Regione e della Banca di Credito Cooperativo di Basiliano, che vuole far conoscere la realtà del Medio Friuli nel periodo dall’ultima battaglia della Grande Guerra, che ebbe luogo tra Paradiso di Pocenia e Bivio Paradiso di Castions di Strada il 4 novembre 1918, al primo dopoguerra.

Il primo evento in programma si terrà sabato 3 novembre, alle 14 proprio nella località sopracitata. Il programma prevede una rievocazione storica con carosello di lance e sorvolo di un aereo d’epoca e lancio di volantini, alla presenza di alte cariche militari e istituzionali regionali e nazionali e con i Lancieri di Montebello 8° Reggimento, il Corpo Bandistico Comunale Gioacchino Rossini di Castions di Strada, gli alunni della Scuola Secondaria di Primo Grado sempre di Castions.

Dopo la disfatta di Caporetto, la situazione che visse chi restò nel Medio Friuli fu un concentrato di violenza, di disperazione, di paura. Nei primi giorni dell’occupazione austro-ungarica si verificarono i peggiori e più tragici saccheggi a danno dei civili e dei beni – qualsiasi bene, abbandonato o no -, dalle macchine industriali agli animali d’allevamento, alla produzione agricola, dalle abitazioni ai negozi, uffici, canoniche, chiese. Solo in seguito venne riportato un po’ d’ordine. I soldati italiani fatti prigionieri vennero inviati nei campi di lavoro in Austria, così come gli uomini rimasti – vecchi e giovani – abili al lavoro. Furono create a forza delle amministrazioni civili locali con il compito di eseguire requisizioni per conto dell’esercito occupante, che doveva essere completamente mantenuto dall’economia locale.

In questa fase iniziò il razionamento degli alimenti ai civili che, nel Distretto di Codroipo, disponevano di una tessera giornaliera per 120 grammi farina di segale. Vennero poi insediati comandi di tappa nei paesi più importanti, requisite dimore – in molti casi ville storiche – per le truppe degli occupanti. I profughi che riuscirono a scappare, per lo più riuniti in gruppi di paese o almeno di parentela, poveri ma anche appartenenti al ceto medio e amministrativo, si diressero dapprima in Veneto e poi verso le più disparate zone d’Italia: Napoli, Milano, Parma, Torino, Sicilia e Toscana, riducendo notevolmente la popolazione.

Fu in questo contesto, precisamente il 4 novembre 1918, a 5 minuti dall’entrata in vigore dell’armistizio siglato il giorno precedente nella Villa Giusti a Padova, mentre tutti aspettavano la fine delle ostilità, seguendo gli ordini precisi e perentori che definivano indispensabile approfittare della demoralizzazione del nemico spingendo il più avanti possibile le truppe sulla direttrice Madrisio – Rivignano – Castions di Strada – Versa – Gradisca, che a Bivio Paradiso di Castions di Strada ebbe luogo l’ultimo inutile massacro fra giovani/soldati del ’99 e soldati ungheresi: 23 vittime.

Per ricordare il fatto, quello tuttora lì presente è il primo monumento ai caduti della Grande Guerra eretto in Italia e inaugurato, nel maggio 1919, alla presenza del Duca d’Aosta Emanuele Filiberto di Savoia e di Gabriele D’Annunzio. Finita poi la guerra, i paesi del Medio Friuli si ritrovarono spogliati di tutti gli averi e costretti a mantenere per un anno le truppe di occupazione, in una situazione economica gravissima accentuata dall’epidemia di febbre spagnola che spinse molti a riprendere l’emigrazione verso Francia e Americhe. Di tutte queste situazioni ed avvenimenti è rimasta traccia in molti diari inediti tenuti da uomini, donne, sacerdoti e militari che stanno tornando alla luce grazie ad un lavoro di ricerca avviato sul territorio.

Ed è proprio partendo da queste fonti e dalle testimonianze sulla battaglia di Bivio Paradiso che il Progetto Integrato Cultura del Medio Friuli realizza, tra l’autunno 2018 e la primavera 2019, questa nuova iniziativa al fine di sensibilizzare gli italiani di oggi sui temi della profuganza e della guerra che, pur cambiando i tempi e forse i modi, si propone e ripropone sempre con la stessa violenza e con le stesse conseguenze ovunque nel mondo. Incontri di approfondimento, momenti musicali e letterari, appuntamenti di visita ai luoghi, commemorazioni e mostre si svilupperanno in un percorso omogeneo e coerente. Dal 3 al 29 novembre, una prima serie di eventi, realizzata in collaborazione con il Comitato Centenario Prima Guerra Mondiale Zona Medio Tagliamento, animerà il Medio Friuli e i luoghi di Grande Guerra.

Argomenti correlati:

Condividi questo articolo!