Gran finale al Teatro Nuovo per Forma Free Music

30 Ottobre 2018

Giancarlo Toniutti

UDINE. Forma Free Music Impulse, festival internazionale di musica e arti elettroniche del Friuli Venezia Giulia, organizzato dal Circolo Arci Hybrida, chiuderà con una tre giorni totalmente udinese. Si comincia alle 21 di giovedì 1 novembre al Teatro San Giorgio di Udine, con il chitarrista, environmental sound recordist e sound artist Enrico Coniglio e l’architetto, musicista, sound artist Nicola Di Croce. I due si esibiranno in un lavoro che parte dall’esperienza fatta nel 2017 in occasione del centenario di Porto Marghera.

Venerdì 2 novembre andrà in scena la performance del ricercatore e compositore udinese Giancarlo Toniutti. Attivo fin dalla fine degli anni ’70, Toniutti si è segnalato come uno dei più rigorosi esponenti del suono industriale e dell’elettroacustica italiana, a partire dalle prime cassette autoprodotte e dagli Lp La Mutazione del 1985, per la britannica Broken Flag, e Epigènesi del 1986, vere e proprie pietre miliari di un genere oltre che classici della sperimentazione sonora. A Forma Free Music Impulse #9 presenterà “D’apkun, n’ungii (otto, il sesto)”, titolo in lingua Negidal, lingua tungusa settentrionale della Siberia orientale, in cui utilizza registrazioni di origine acustica trattate analogicamente e registrazioni sul campo appositamente realizzate.

Eartheater

Nella stessa sera si esibirà anche Konrad Sprenger (1977) ovvero Joerg Hiller, compositore, musicista e producer residente a Berlino, con un carriera ricchissima di collaborazioni ed estremamente poliedrica, che si muove tra sound-art, installazioni e composizione. Al San Giorgio ci sarà anche Eartheater, nome d’arte di Alexandra Drewchin. Vocalist, performer e compositrice sperimentale a 360 gradi tra gusto vintage e spinte digitali, Alexandra scrive pezzi già da adolescente, a partire dal folk tradizionale e da Kate Bush, una delle sue muse ispiratrici il cui eco si sente anche nelle sue ultime produzioni.

Demdike Stare

Gran finale sabato 3 novembre al Teatro Nuovo, serata in cui si esibiranno il milanese Nicola Ratti, l’ebreo di origini irachene nato in Australia Oren Ambarchi e i Demdike Stare, frutto della collaborazione di Sean Canty e Miles Whittaker. La serata di sabato, che comincerà alle 21, sarà l’unica a pagamento con ingresso a 15€ + diritti di prevendita (20€ in cassa, 15€ in cassa per soci Arci, Cec, abbonati CSS) e gratuito per i minori di 25 anni fino ad esaurimento dei posti a loro riservati e previo invio via email a hybridaspace@gmail.com di documento d’identità.

Milanese classe 1978, Nicola Ratti è uno dei principali esponenti della nuova scena elettronica italiana votata alla ricerca e alla sperimentazione. Musicista poliedrico attivo da anni, il suo approccio attuale è focalizzato sulla sperimentazione analogica, il sound design e le installazioni sonore. Attivo ormai da un un trentennio, Oren Ambarchi, è un musicista elettronico e chitarrista dall’approccio minimale, astratto e visionario sia nei confronti del suo strumento, che del suono in generale. Ambarchi crea canzoni senza parole, che ammaliano per la semplicità con cui comunicano stati d’animo fuori dall’ordinario, dimostrando che con mezzi minimi si possono costruire forme e mondi che hanno il respiro dell’infinito, dove le sue chitarre elettriche, reiterate in un gioco di cerchi concentrici, creano un flusso organico.

Infine, i musicisti Sean Canty e Miles Whittaker hanno dato vita al progetto Demdike Stare, sintesi della consapevolezza dei loro percorsi individuali. Se Canty arriva dagli uffici della Finder’s Keepers, etichetta specializzata in rarità avantgarde di estrazione psych, jazz e funk, Whittaker è reduce da una carriera costellata di innumerevoli moniker techno-oriented. Esordiscono nel 2009 iniziando subito a comporre una personale forma techno, densa di contaminazioni dub, dalle tonalità cupe ed esoteriche.

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