Golosa anteprima del Festival ArtAndFood a Pordenone

26 Agosto 2021

PORDENONE. In attesa dell’avvio del festival enogastronomico Pordenone ArtAndFood, in programma dall’1 al 3 ottobre, l’eccellenza della gastronomia ed enologia del Pordenonese si racconta al pubblico con un vero e proprio “assaggio” di quanto succederà in autunno. Appuntamento sabato 28 agosto dalle 11 in poi nella magnifica sala di Palazzo Montereale Mantica. Chiusura con la musica jazz della pianista Stefania Tallini, al Ridotto del Teatro Verdi alle 20.45.

Stefania Tallini e Franco Piana

Un convegno con assaggi a tema sulla storia dei formaggi nel Pordenonese – alle 11 nella sala di palazzo Mantica – due degustazioni di salumi e formaggi abbinate a tre vini caratteristici delle Grave del Friuli – alle 17 e alle 19 sempre a palazzo Mantica – sono l’anticipazione al racconto vero e proprio di un territorio ricco di eccellenze programmato per il primo week-end di ottobre. La giornata di anteprima si conclude – come detto – con il concerto jazz della pianista Stefania Tallini accompagnata al flicorno da Franco Piana, sabato alle 20.45 nel ridotto del teatro Verdi di Pordenone. Una serie di iniziative tutte a ingresso gratuito previa prenotazione e green pass.

La seconda edizione del festival ha un obiettivo preciso: raccontare che cosa succede nel territorio regionale fra il Tagliamento e il Veneto. Più che essere una vetrina delle eccellenze, pertanto, o una esposizione di quanto di meglio può offrire un’area così varia, Pordenone ArtAndFood vuole prendere per mano il visitatore e guidarlo attraverso le storie che rendono questa parte del Friuli Venezia Giulia una zona unica che va conosciuta e scoperta.

Il festival, ideato e fortemente voluto dall’assessorato al Turismo del Comune di Pordenone, costituisce un progetto ampio e completo, che coniuga arte e cultura in un intreccio di identità, autenticità, valori caratterizzanti un territorio. Valore aggiunto di questa edizione è l’integrazione del cluster Agrifood che certifica tracciabilità e sostenibilità dei prodotti tipici e autoctoni del territorio pordenonese. Una manifestazione che si presenta dunque non solo come museo diffuso a cielo aperto, ma anche come un vero e proprio brand, che unisce componenti attrattivi peculiari unitamente ad accoglienza, ospitalità e ristorazione.

Nell’incontro Storie di formaggio nel pordenonese la perita agraria Giuliana Masutti racconterà l’evoluzione del comparto, anche attraverso documenti e testimonianze raccolte nelle latterie sociali ancor oggi presenti sul territorio. Un viaggio che unisce aspetti culturali, tecnici, economici e sociali per arrivare ai nuovi e vecchi valori su cui si fonda la produzione casearia pordenonese dei nostri giorni. Il settore lattiero caseario, infatti, ha caratterizzato la storia del mondo rurale pordenonese e per decenni nel secolo scorso le latterie sociali di paese sono state punto di riferimento delle comunità locali. Al termine del convegno, dopo una breve introduzione all’analisi sensoriale, è prevista una degustazione guidata di formaggi tipici di pregio come Latteria fresco a latte crudo, Çuç di mont, Asìno, Formai tal cìt e Montasio stravecchio.

In Racconti e assaggi, la pitina della Val Tramontina, il prosciutto cotto e la soppressa dello Spilimberghese insieme al formaggio Asìno sono i protagonisti del racconto di Dario Martina, storico oste di Spilimbergo, in programma nel pomeriggio di sabato con due appuntamenti: alle 17 e alle 19. Prodotta esclusivamente nel Pordenonese, con una storia che risale molto probabilmente all’800, ma secondo alcuni addirittura al ‘500, è solo grazie alla vocazione di alcuni imprenditori che questo particolare preparato si è potuto preservare al punto da aver recentemente ottenuto il riconoscimento del Marchio di Indicazione Geografica Protetta. Un salume caratteristico, espressione della povertà, ma apprezzato per il suo carattere forte e deciso. Tutta avvolta nel mistero è invece, più che la storia, la preparazione del formaggio Asìno, forse il più antico formaggio del Pordenonese. Latte di vacca, fermenti selezionati e caglio di vitello per un formaggio che nasce in Val d’Arzino, sul Mont d’Ás, un’area che appartiene alla Pieve d’Asio, ecco le ragioni di un nome così curioso per un prodotto caseario. Ma il vero segreto sta nell’attesa che le forme trascorrevano in una particolare salamoia di latte, panna e sale. Dosaggi misteriosi, privatissimi, tramandati di generazione in generazione.

L’ingresso a tutti gli appuntamenti dell’Anteprima di ArtAndFood del 28 agosto è gratuito. È obbligatoria la prenotazione tramite piattaforma Eventbrite. Per informazioni telefonare al numero 375 5928824 (lun-ven 9 – 12.30).

Info e dettagli sul sito www.comune.pordenone.it/artandfood

Argomenti correlati:

Condividi questo articolo!