Gli stemmi raccontano la storia di Pordenone: visita

23 Agosto 2017

PORDENONE. Due le attività per l’infanzia nell’Estate in Città mercoledì 23 agosto, al mattino in biblioteca civica (sezione ragazzi) e al pomeriggio al Museo civico d’arte. Alle 10.30 durante il laboratorio “Se provo riesco. Officina di… emozioni” a cura di Silvia Rinaldini, bambini e bambine verranno guidate a riconoscere le proprie emozioni e quelle degli altri attraverso la lettura animata e il gioco di gruppo, utilizzando vista, udito e tatto di ognuno. Tema del laboratorio è il colore delle emozioni. I prossimi incontri si terranno negli stessi orari mercoledì 30 agosto (suoni e rumori) e mercoledì 6 settembre (emozioni). Alle 17 a palazzo Ricchieri si svolgerà l’ultimo appuntamento con i laboratori estivi di Julia Artico, che chiude una serie di incontri durante i quali i giovani partecipanti hanno preso dimestichezza con gli spazi museali imparando a distinguere e riconoscere gli affreschi dai dipinti. L’ultima sfida sarà “Pennellate colorate”: un viaggio nelle vedute e nei panorami scoperti tra i dipinti di palazzo Ricchieri che verranno riprodotti su tavoletta lignea.

All’Estate in Città ci si tiene anche in forma con l’allenamento fisico a cura di Kombat Gym, aperto a tutti. Appuntamento alle 17 al Parco dei Salici in via Brusafiera (angolo interno degli edifici comunali di via Bertossi).

Stemma affrescato sulla Casa dei capitani

La visita guidata condotta da Susi Moro (ritrovo alle 18.30 alla Loggia Municipale) avrà come tema l’araldica e vedrà la partecipazione di Francesco Boni de Nobili, scrittore e studioso di araldica, che annovera tra le sue numerose pubblicazioni sull’argomento “Araldica in contrada di San Marco a Pordenone” e “La croce e la spada. Le armi araldiche nei luoghi di culto a Pordenone”. L’itinerario, alla scoperta delle storie e misteri negli stemmi dipinti e scolpiti, si snoda per le vie della città storica alla ricerca dei numerosi stemmi raffigurati in vari luoghi della contrada. I segni araldici dipinti sulle facciate di molti palazzi di Corso Vittorio Emanuele associati ad affreschi di rilievo, evocano una Pordenone ricca di colori e immagini. Le insegne e le iscrizioni scolpite sulle lapidi ritrovate sotto il pavimento del Duomo di San Maro svelano eventi dimenticati. Brani delle storie di alcune delle più illustri famiglie pordenonesi vengono raccontati attraverso i loro stemmi dando vita a un intrigante viaggio a ritroso nel tempo. Attività gratuita.

Alle 21, l’Associazione Musicale Fadiesis incontra per la seconda volta Estate in Città, nell’ex Convento di San Francesco. Protagonista di questo concerto, a ingresso libero, è un duo che unisce tre preziose qualità: virtuosismo tecnico, forza espressiva e rara intesa artistica. Il violoncellista veneziano Giuseppe Barutti e il fisarmonicista pordenonese Gianni Fassetta sono oggi annoverati tra i massimi interpreti italiani nei loro ambiti strumentali, con una straordinaria esperienza internazionale che li ha portati a esibirsi in tutti i continenti, sia in concerti con alcune tra le migliori orchestre a livello mondiale, sia come solisti. L’autentico punto di forza di questo duo è la naturalezza con cui i due musicisti dialogano tra loro durante i concerti, la capacità di fondere sul palcoscenico due intense personalità artistiche e di donare al pubblico una sorprendente gamma di sfumature tecniche ed emotive. Ogni concerto del duo Barutti-Fassetta è un viaggio attraverso il tempo e le culture musicali, mai ingabbiato dentro i vincoli dei generi, ma stimolato dal piacere della contaminazione e dello sconfinamento. All’insegna di questo stile d’interpretazione, al tempo stesso impeccabile e creativo, è anche il programma proposto per la serata: dall’immancabile Bach a Saint-Saens, dallo struggente Fauré a una tarantella di Squire, con uno spazio importante dedicato alle interpretazioni del tango secondo Galliano e Piazzolla.

Come già annunciato, “L’altro volto della speranza” del maestro Aki Kaurismaki chiude il Cinema sotto le stelle di Cinemazero alle 21, in Piazzetta Calderari. Al centro della scena Khaled, un rifugiato siriano che ha raggiunto Helsinki dove ha presentato una domanda di asilo che non ha molte prospettive di ottenimento.

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