Gli “squilibri” in oltre 100 incontri a vicino/lontano

18 Aprile 2018

UDINE. L’1% della popolazione del pianeta è più ricco del restante 99%. È un mantra che ormai tutti ci ripetiamo da tempo. Quale equità in un mondo nel quale 43 singoli individui, secondo i dati dell’ultimo rapporto Oxfam, posseggono più beni di quelli a disposizione di 3,7 miliardi di persone? “Squilibri” è il filo conduttore della 14/a edizione del festival vicino/lontano – Premio Terzani, presentata a Udine stamane a Casa Cavazzini. La manifestazione – che si realizza grazie al sostegno della Regione, del Comune di Udine e della Fondazione Friuli, con il supporto di Saf, Coop Alleanza 3.0, Amga Energia & Servizi, Banca Popolare di Cividale, Federfarma, Confartigianto Udine, Ilcam, ProntoAuto e IdealService – vuole quest’anno analizzare le diseguaglianze e gli scompensi che caratterizzano in modo sempre più evidente le nostre società e in generale il nostro pianeta. Per quattro intense giornate, dal 10 al 13 maggio, centinaia di protagonisti del mondo della cultura e dell’informazione saranno coinvolti in pubblici dibattiti nel centro storico della città friulana: oltre 100 gli appuntamenti in calendario.

Negli ultimi anni si è allargata a dismisura, e con una formidabile accelerazione, la forbice socio-economica tra le classi. La crisi ha generato nuove forme di diseguaglianza, sommandole alle antiche. Come sta rispondendo la politica, quando il malcontento degli esclusi fomenta rabbia, risentimento e voglia di poteri forti? Ne parleranno, nel confronto inaugurale del festival, i politologi Gianfranco Pasquino e Pierpaolo Portinaro, i filosofi Laura Bazzicalupo e Giovanni Leghissa, provocati da Nicola Gasbarro, presidente del comitato scientifico di vicino/lontano. Di “popolocrazia”, e delle forme di populismo che spesso si affermano in periodi di forte insicurezza, discuteranno il politologo Ilvo Diamanti, lo storico Guido Crainz, il sociologo Luigi Ceccarini, il giornalista Marco Pacini – ideatore, con Paolo Cerutti, del progetto vicino/lontano -, moderati dal giurista Guglielmo Cevolin.

A raccontare al pubblico il “più grande ricatto mai fatto alla Repubblica”, entrando nei fatti e misfatti dell’uomo di Mafia Capitale, sarà il vicedirettore dell’Espresso, Lirio Abbate, protagonista anche – al Teatro Nuovo Giovanni da Udine – della mattinata dedicata alla legalità, momento conclusivo di un percorso formativo rivolto agli studenti e ai detenuti sui temi dell’etica e della responsabilità. Il progetto, coordinato da Liliana Mauro, giunge quest’anno alla sua 11/a edizione. Tra gli ospiti anche il rapper Amir Issaa, il fondatore dell’associazione internazionale contro il caporalato No-Cap Yvan Sagnet e gli animatori – Antonio Domino, Graziella Domino, Massimo Sole – del progetto “Gli Invisibili”, nato a Palermo e dedicato a tutte le vittime innocenti della mafia e dell’indifferenza. Portano nelle scuole e nelle associazioni la loro testimonianza e quella dei familiari dei 108 bambini uccisi dalla mafia, e si battono per ottenere giustizia.

Chi ha riaperto la forbice tra i ricchi sempre più ricchi e i poveri sempre più numerosi? Dove e come si è formata la diseguaglianza del terzo millennio? Perché e come contrastarla? E quale rapporto c’è tra la giustizia formale, proclamata solennemente dall’articolo 3 della Costituzione, e quella sostanziale, amministrata quotidianamente nei nostri tribunali? Ne parleranno l’economista Maurizio Franzini, tra gli estensori del “Manifesto contro le diseguaglianze”, e il magistrato Elisa Pazé con la giornalista Roberta Carlini.

Al centro del consueto quadro geopolitico il progressivo aggravarsi degli squilibri e della conflittualità nei rapporti fra stati in vaste aree del pianeta e in particolare nel Medio Oriente. “L’era del disordine mondiale” sarà il tema dell’atteso intervento magistrale del direttore di LiMes Lucio Caracciolo, coinvolto con Guglielmo Cevolin, Luciano Bozzo e Gian Andrea Gaiani anche nella presentazione dell’ultimo numero di LiMes, “Lo stato del mondo”, appuntamenti come sempre realizzati in collaborazione con Historia.

In un’epoca in cui cresce continuamente la distanza tra i più ricchi e i più poveri del pianeta, anche in termini di istruzione e possibilità di accedere a una corretta informazione, tra coloro che sanno di più e coloro che conoscono meno, tra i pochi che governano i processi globali e la moltitudine dei consumatori e degli esclusi, l’antropologia ha il dovere scientifico ed etico di interrogarsi. Come invertire questo processo? Proverà a rispondere a questa domanda uno degli intellettuali più originali del nostro tempo, l’antropologo Marc Augé, in dialogo con Nicola Gasbarro.

Quale ruolo ha la scuola nel garantire l’uguaglianza tra i cittadini? E quale forma di uguaglianza dovrebbe promuovere? Cercheranno di argomentare le loro ipotesi, nel dibattito realizzato in collaborazione con la Società filosofica italiana-Sezione Fvg, la docente Eleonora De Conciliis e il ricercatore Marco Romito, con la moderazione di Beatrice Bonato, presidente della SFI-Fvg oltre che membro del comitato scientifico di vicino/lontano.

Di cosa parliamo quando parliamo di lavoro al tempo del capitalismo maturo e della rivoluzione digitale? Chi sono i lavoratori del mondo contemporaneo e quali conseguenze ha sulla stabilità e sulla qualità della loro vita la condizione di precariato e di oggettivo sfruttamento di cui sono vittime? Ne parleranno, in un dibattito pensato in collaborazione con Multiverso, il filosofo Roberto Ciccarelli, l’economista Marta Fana e il giornalista Riccardo Staglianò, in dialogo con l’economista Roberto Grandinetti.

I progressi della biomedicina renderanno ancora più evidente, accentuandolo, il divario già esistente fra paesi ricchi e paesi poveri del pianeta? Solo le persone più ricche avranno la possibilità di accedere ai più efficaci e costosi “ultimi ritrovati” delle scienza? Discuteranno del problema gli scienziati Chiara Carrozza e Mauro Giacca, il filosofo Umberto Curi e il medico di MSF Roberta Petrucci con la moderazione di Michele Morgante, genetista all’Università di Udine.

Il problema dei flussi migratori resta il fenomeno epocale che tutti abbiamo il dovere di conoscere, con onestà intellettuale, nella sua drammatica complessità. Vicino/lontano propone quest’anno sul tema un articolato incontro-dibattito con il pubblico, che vedrà gli interventi del giurista Andrea Saccucci, della demografa Elena Ambrosetti, dell’economista Fadi Hassan, del sociologo Stefano Allievi, dell’advocacy officer di MSF Bianca Benvenuti, del fondatore dell’associazione internazionale No-Cap Yvan Sagnet e del giornalista d’inchiesta Fabrizio Gatti. Un ritorno atteso, quello del vincitore del Premio Terzani 2008: Gatti porterà a vicino/lontano, tra l’altro, il suo recentissimo film-inchiesta “Un unico destino”, che documenta le verità nascoste di una spaventosa tragedia umanitaria, il naufragio dell’11 ottobre 2013 che costò la vita a 268 persone in fuga dalla Siria, 60 delle quali bambini. Il film, che ha portato a riaprire l’inchiesta sui fatti, è prodotto dalla Divisione Digitale del Gruppo Gedi e da l’Espresso, in collaborazione con 42° Parallelo e Sky e verrà proposto anche ai ragazzi delle scuole e agli studenti universitari grazie alla collaborazione del Dipartimento di Scienze giuridiche dell’Università di Udine.

In tempi di crisi, godono di un rinnovato successo pregiudizi, diffidenza, xenofobia e sentimenti di odio dalle inquietanti coloriture razziste. “Non voglio essere razzista, ma…” è la riflessione provocatoria condotta da Nicola Gasbarro e affidata al genetista Guido Barbujani, all’antropologo Gian Paolo Gri e alla scrittrice Igiaba Scego.

Infine, è ai giovani in particolare che vicino/lontano ha voluto affidare il compito di guardare il mondo dal punto di vista del futuro, lanciando la sfida di una improrogabile assunzione di responsabilità nei confronti dell’ambiente, la cui salute e il cui equilibrio possono garantire alle future generazioni un pianeta vivibile. La responsabilità individuale nella salvaguardia dell’ambiente è al centro dell’edizione 2018 del Concorso Scuole Tiziano Terzani e del progetto a cura dei ragazzi della redazione Scuola del Messaggero Veneto, che da Udine, con Folco Terzani, lanceranno un appello per coinvolgere i loro coetanei di tutta Italia. Nel corso della mattinata per la premiazione dei vincitori del Concorso, i ragazzi assisteranno alla proiezione del documentario di Eugenio Fogli “Un mare di plastica”, girato interamente in Friuli Venezia Giulia (verrà presentato dall’autore anche in san Francesco insieme al ricercatore Tomaso Fortibuoni) e allo spettacolo “Dove c’era l’erba”, con gli allievi del primo anno di corso della Civica Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe di Udine per la regia di Claudio de Maglio, un viaggio verso una flebile ma intensa speranza di salvarci.

“Contro natura” è il titolo della riflessione, sempre in tema di attenzione e rispetto per l’ambiente, proposta da L’Altro Versante, con il regista e docente Marco Rossitti, lo psicologo e studioso di scienze cognitive Ugo Morelli e il glaciologo Christian Casarotto, moderati dal giornalista Gianpaolo Carbonetto. A cura del progetto nazionale L’Altro Versante è anche la mostra “Un Paese mille paesaggi” in corso nella chiesa di San Francesco fino al 10 giugno, che farà da cornice agli appuntamenti del festival.

A chiudere vicino/lontano 2018, “Tecno-Filò”, una riflessione a voce alta su come la nostra vita stia cambiando, grazie o per colpa delle nuove tecnologie. Un monologo-spettacolo di e con Marco Paolini, artigiano e manutentore del mestiere di raccontare storie, che grazie a quest’arte antica sa portare problemi complessi, con irresistibile capacità comunicativa, al cuore del grande pubblico.

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