Gli esuli di cui si parla ancora poco Terzo libro di Varutti

8 Febbraio 2018

UDINE. Sabato 10 febbraio, alle 10, nella sede della Provincia di Udine, a Palazzo Belgrado, si svolgerà la presentazione del volume intitolato ”Italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia esuli in Friuli 1943-1960. Testimonianze di profughi giuliano dalmati a Udine e dintorni“ del prof. Elio Varutti. Moderatore Paolo Medeossi.

Centro profughi di via Pradamano a Udine

Questo è il terzo libro di Varutti sull’esodo giuliano dalmata in Friuli. Nel 2007, all’uscita del primo testo sul Centro smistamento profughi di Udine di via Pradamano (CSP), pareva concluso un ciclo di ricerca. Quel volume, dal titolo “Il Campo Profughi di via Pradamano a Udine. Ricerca storico sociologica tra la gente del quartiere e degli adriatici dell’esodo. 1945-2007” è stato edito a Udine, dal Comitato Provinciale dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD). L’ingegnere Silvio Cattalini, allora presidente dell’ANVGD di Udine, che commissionò l’opera, parlò di “brano sconosciuto di storia locale”. Andò esaurito nel 2013.

Nel 2015, in collaborazione con tre altri colleghi di insegnamento di Varutti, uscì un secondo libro su quei fatti e sulla tragedia delle foibe. Composto da Roberto Bruno, Elisabetta Marioni, Giancarlo Martina, il secondo libro si intitola “Ospiti di gente varia. Cosacchi, esuli giuliano dalmati e il Centro di smistamento profughi di Udine 1943-1960”. È stato edito dall’Istituto Statale d’Istruzione Superiore “Bonaldo Stringher” di Udine, con la prefazione di Anna Maria Zilli, Dirigente scolastico dell’Istituto e, naturalmente, di Silvio Cattalini.

”A molti anni distanza – spiega l’autore – non è che la conoscenza, a Udine e in Friuli, sui fatti degli esuli d’Istria, Fiume e Dalmazia sia tanto aumentata. Ecco, dunque, la utilità della presente terza ricerca sull’accoglienza in Friuli riservata ai profughi giuliano dalmati, dopo la seconda guerra mondiale. Tale produzione culturale non è soltanto per omaggiare gli ultimi protagonisti viventi di quell’affannoso periodo storico e per onorare la memoria dei caduti, degli scomparsi, delle vittime delle foibe. Con queste pagine si spera di rilanciare la conoscenza e la consapevolezza che pure gli accadimenti avvenuti lungo il confine orientale sono un pezzo dignitoso della storia d’Italia“.

Il volume si articola in 13 capitoli, 200 fotografie e su oltre 330 testimonianze raccolte in vari modi dall’autore. Il capitolo primo è sull’accoglienza in Friuli nel Centro smistamento profughi (CSP) di via Pradamano a Udine, da dove transitarono oltre centomila persone delle terre perse, per essere poi sventagliati in oltre cento Centri di raccolta profughi (CRP) in tutta Italia. Poi ci sono le storie del Villaggio metallico, dei Villaggi giuliani di Udine e di San Giorgio di Nogaro. C’è pure il capitolo sui Preventori antitubercolari di Sappada, che accolsero i bimbi dell’esodo.

Col capitolo II c’è un tipo di esodo sconosciuto: quello dalmata del 1920-1931. Fuggono gli italiani di Spalato, Sebenico, Ragusa e le Isole di Lesina, Veglia e Brazza a causa delle violenze nazionalistiche dei croati. Nei capitoli III e IV si trovano i racconti dell’esodo giuliano dalmata venuti a galla sull’onda del Giorno del Ricordo. Proprio le crude testimonianze sugli scomparsi, annegati, uccisi e gettati nella foiba, o cava, o pozzo minerario, o fucilati e seppelliti in una fossa comune sono contenute nel capitolo V contenente fatti drammatici sconosciuti. Nella parte successiva, capitolo VI, è dedicato uno spazio al cosiddetto silenzio degli esuli istriani, agli arruolamenti dei partigiani titini e alle nequizie di ogni sorta, perpetrate da varie parti belliche. Vengono descritte vicende sconvolgenti riguardo Spalato, Pola, Zara, così si arriva al capitolo VII, che comprende il tema poco sviluppato della strage di Vergarolla.

Befana 1954 al Campo profughi

Il capitolo VIII si riferisce alla tematica nuova del parlare in pubblico dei propri cari spariti e eliminati nelle cavità carsiche. È stato significativamente intitolato: “Outing sull’esodo istriano”. La storia, l’attività dell’ANVGD di Udine e la biografia di alcuni suoi dirigenti sono contenute nei capitoli IX e X. Certi eventi patriottici, religiosi e alcuni aspetti della cultura sviluppati con l’ANVGD di Udine nel 2017 fanno parte del capitolo XI.

Nel capitolo XII trovano spazio determinate ricerche su alcuni CRP, in particolare quelli di Firenze, Fossoli, Sant’Antonio in Pontecagnano e Trieste. Nel capitolo XIII si possono trovare ampie notizie inedite sul Campo Profughi di Laterina, provincia di Arezzo. È stato possibile affrontare tali tematiche grazie alla importante collaborazione ricevuta da alcuni esuli e dai delegati e soci dell’ANVGD di altre province.

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