Glesiutis, guida alle chiesette campestri nel Medio Friuli

21 Giugno 2017

CODROIPO. Venerdì 23 giugno, alle 18.30, nella Chiesetta di Santa Cecilia a Rivolto (Codroipo), sarà presentata la pubblicazione GLESIUTIS – chiesette campestri del Medio Friuli, ideata e coordinata dal Progetto Integrato Cultura del Medio Friuli, curata dalla dottoressa Antonella Ottogalli, realizzata grazie al sostegno della Fondazione Friuli e della Banca di Credito Cooperativo di Basiliano e con la collaborazione dell’Arcidiocesi di Udine Ufficio per i Beni Culturali. All’appuntamento, oltre alla curatrice, interverranno Serena Bagnarol, Sara Berti, Franco Gover, Tarcisio Mizzau, Dania Nobile, Alberta Pettoello, Mario Salvalaggio, Iris Zoratto coautori dell’opera.

GLESIUTIS – chiesette campestri del Medio Friuli è il risultato di una pluriennale, approfondita attività di ricerca storico-artistica e sulla devozione popolare locale. Si compone di un’introduzione del professor Fulvio dell’Agnese, che racconta della bellezza nello scoprire questi beni, e di 35 schede – una per ogni chiesetta censita – strutturate in descrizioni accurate dell’architettura degli edifici, del paesaggio in cui si collocano, delle opere che si trovano al loro interno. Il tutto corredato di un ricco apparato fotografico appositamente realizzato. Ogni scheda riporta inoltre originali notizie sui voti che hanno portato alla costruzione dei beni e le memorie popolari ad essi legati, sulle celebrazioni religiose che tuttora vi hanno luogo e su altri luoghi religiosi di interesse ubicati nelle vicinanze. La pubblicazione si chiude con un testo di monsignor Sandro Piussi sulla valenza devozionale delle chiesette votive, delle note biografiche sugli artisti citati e un’ampia bibliografia di riferimento.

Il volume si propone quindi come una guida, uno spunto di riflessione e di scoperta delle campagne del Medio Friuli, permettendo al lettore/visitatore di immergersi in storie antiche e in paesaggi che sembrano essere estranei allo scorrere del tempo; una passeggiata nei luoghi della nostra storia e quotidianità rurale, stimolando la curiosità e cogliendo le particolarità che si nascondono ancora in muri e dipinti, in memorie e racconti, salvaguardandoli e facendoli ri/vivere. Perché solo conoscendo si può proteggere, tutelare ma anche condividere e valorizzare un patrimonio e un tesoro così grandi.

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