Giovedì s’inaugura la mostra dedicata ad Hans Steiner_Rio

6 Settembre 2016

ritratto HSTGORIZIA. “Ho sempre detto che sei nato per essere grafico. Continua a lavorare e non lasciarti influenzare dalle teorie altrui. Devi solo lavorare e un giorno si parlerà di te”. Queste le parole che Carlos Oswald – l’artista che eseguì il disegno finale del “Cristo Redentore” di Rio de Janeiro – ripeteva al suo allievo preferito, Hans Steiner_Rio. Nativo di Graz ma goriziano d’adozione, questo grande incisore del 900, morto a Gorizia nel 1974, diviene noto con l’appellativo di Rio in omaggio a Rio de Janeiro, città dove aveva a lungo vissuto e operato. Il lascito dell’artista formato da centinaia di lastre e da più di 300 incisioni, che è stato di recente messo a disposizione dai proprietari (famiglia Laura Muzzo) con l’intento di valorizzare il lavoro di questo peintre-graveur, è alla base del grande omaggio che la città di Gorizia vuole rendere alla sorprendente forza espressiva. dell’opera incisoria di Steiner_Rio con una grande mostra che sarà inaugurata giovedì.

La mostra “Hans Stainer_Rio \ Il segno ritrovato” – realizzata e promossa dall’Associazione Culturale Ethos, rappresentata da Patrizia Barbieri quale referente del progetto, con la co-organizzazione di Eros Cosatto e in collaborazione con i Musei Provinciali di Gorizia – è il primo evento organizzato a Gorizia con il neo nato ERPAC, l’Ente Regionale per il PAtrimonio Culturale ed è in assoluto la prima antologica dell’artista a quarant’anni dall’ultima mostra: si tratta di un’importante retrospettiva che celebra un vero e proprio “ambasciatore dei due mondi”, che ha messo in dialogo il Brasile e la vecchia Europa. L’artista Franco Dugo, il critico d’arte di Sãn Paolo del Brasile Paulo Leones Gomes Vergolino, il conservatore della Pinacoteca dei Musei Provinciali di Palazzo Attems Petzenstein Alessandro Quinzi e il critico d’arte Giancarlo Pauletto, responsabile culturale del progetto, compongono il Comitato scientifico Internazionale.

copia di A336Hans Steiner_Rio nasce a Graz nel 1910, ma trascorre parte della sua infanzia e giovinezza a Gorizia, dove inizia gli studi. Nel 1930 emigra in Brasile, a Rio de Janeiro, dove concretizza la sua vocazione artistica approfondendo gli studi di incisione e di pittura con il maestro Carlos Oswald (Firenze 1882 – Petrópolis, Brasile 1971), realizzando le prime esposizioni e diventando in breve tempo uno dei più noti incisori brasiliani del Novecento. Nel corso degli anni Quaranta espone in numerose personali ed è presente ai vari Saloni Nazionali di Belle Arti di Rio, ottenendo riconoscimenti e premi. Nel 1950 torna in Europa e nel 1951 espone al Museo Etnologico di Klagenfurt. Nel 1952 è di nuovo in Brasile dove compie viaggi di studio all’interno della foresta amazzonica, documentando nelle incisioni la vita delle popolazioni indigene. Nel 1964 ritorna nel Vecchio Continente ed espone ad Amburgo, Vienna, Klagenfurt, Gorizia, Trieste, Vicenza, Verona. Nel 1970, per ragioni di salute, si trasferisce definitivamente a Gorizia. Continua a esporre regolarmente a Trieste, Roma e Pordenone sino alla morte.

La mostra “Hans Steiner _ Rio \ Il segno ritrovato”, che sarà affiancata da un’ampia monografia (a cura di Chiara Aglialoro e Alessandro Quinzi), intende valorizzare l’opera incisoria di Steiner _ Rio attraverso un percorso espositivo che presenta il materiale artistico di maggiore pregio sia da un punto di vista tecnico (xilografie, puntesecche, acquatinte, acquaforti) sia da un punto di vista dei contenuti. Ma sarà messo in risalto anche il valore e la figura di Steiner come “ambasciatore” della cultura e cantore del paesaggio brasiliano in Italia e in tutta Europa. La progettazione della mostra è stata particolarmente avvantaggiata dalla disponibilità del lascito dell’artista nel quale si conservano le lastre originali, che già di per sé meriterebbero un’esposizione, stampe originali, ivi comprese diverse prove di stampa, e un quaderno autografo contenente l’elenco puntuale di tutte le incisioni.

fotoL’esposizione, allestita al pian terreno del settecentesco Palazzo Attems Petszenstein, presenta circa un centinaio di opere, offrendo un’ampia panoramica sul mondo inciso di Steiner _ Rio, ricco sia nel ricorso a varie tecniche incisorie sia nei temi affrontati. La mostra rivela, per la prima volta in maniera completa in Italia, la personalità di un incisore tra i più ragguardevoli nel Novecento. Nelle sue opere l’artista esprime uno sguardo fermo sulla realtà, e nello stesso tempo uno sguardo “partecipe”, ben immerso nella vita del mondo. La mostra presenta essenziali esempi di questo sguardo “oggettivo” e nello stesso tempo “umanistico”, in vibranti incisioni che prendono a tema da un lato la possente vita naturale dei territori brasiliani, da lui profondamente conosciuti, dall’altro la vita degli uomini.

L’inaugurazione è fissata per giovedì 8 settembre con apertura al pubblico da venerdì 9 settembre fino a domenica 13 novembre con orario dal mercoledì alla domenica dalle 10.00 alle 17.00 e giovedì dalle 10.00 alle 19.00. Nel corso della mostra saranno proposti incontri, laboratori e una serie di visite guidate.

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