Giornate della Luce: premio alla fotografia di Pinocchio

30 Agosto 2020

Foto Denis Scarpante

SPILIMBERGO. Dopo dieci giorni di proiezioni dei film in concorso, incontri con fotografi, autori della fotografia, registi e attori, è calato il sipario a Spilimbergo sulla sesta edizione del festival che celebra gli Autori della Fotografia del nostro cinema, Le Giornate della Luce, ideato da Gloria De Antoni che lo conduce con Donato Guerra. A suggellare l’edizione l’attribuzione del premio Il Quarzo di Spilimbergo-Light Award, assegnato da una giuria capitanata dalla regista Cristina Comencini alla migliore fotografia di un film italiano dell’ultima stagione.

Il vincitore di questa edizione – sempre realizzata con il sostegno del Comune di Spilimbergo, presente la vicesindaco Ester Filipuzzi, della Regione e di Fondazione Friuli – come miglior direttore della fotografia, annunciato dai giurati Mario Sesti e Cristina Sain, è il danese Nicolaj Brüel per il film di Matteo Garrone Pinocchio, “capace”, secondo la motivazione, ”con le sue luci e soprattutto con le sue ombre, di assecondare magistralmente l’ambizioso progetto del regista, quello di reinventare il mondo di Collodi, un mondo di fame, freddo, miseria e cattiveria, in uno stile insieme crudamente realistico e sottilmente fantastico, nel tentativo di suscitare le emozioni base di ogni fiaba: allegria, paura, meraviglia”. Oltre al premio della giuria, Quarzo di Spilimbergo-Light Award, ha vinto anche il premio del pubblico.

Giancarlo Giannini (Foto Denis Scarpante)

Ma il vero protagonista della serata è stato l’attore Giancarlo Giannini, a partire dall’emozionante omaggio a Michela, la ragazza di Spilimbergo vittima quattro anni fa di femminicidio, che ogni anno viene ricordata dal festival, a cui ha dedicato la lettura di alcune poesie. Fresco della notizia dell’attribuzione della stella sulla “Walk of Fame”, la strada di Hollywood dedicata ai grandi del cinema mondiale, l’attore-icona del nostro cinema è giunto a Spilimbergo per un ricordo di Mario Monicelli a dieci anni dalla morte. «Sono il secondo attore italiano a ricevere la stella dopo Rodolfo Valentino», scherza Giannini, amato in America «a volte più che in Italia».

Appassionato di fotografia, oltre che instancabile inventore – è sua la giacca usata da Robin Williams nel film “Toys” – Giannini ha dialogato con la curatrice Gloria De Antoni tra aneddoti e sorrisi a ricordare quel «genio burbero, cinico e simpaticissimo» che è stato Mario Monicelli «per me uno dei migliori registi di sempre, quello che insieme a Billy Wilder ha saputo attraversare il maggior numero di generi nel cinema». A conclusione di serata, la proiezione de Il male oscuro, uno dei tre film che Giannini ha girato con Monicelli. Appuntamento tra soli dieci mesi, come ha ricordato Gloria De Antoni, quando il festival tornerà nella sua collocazione originaria di metà giugno.

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