Il gioco d’azzardo spiegato al popolo: non conviene mai!

6 Settembre 2017

PORDENONE. Nel 2016 in Italia le entrate legate al gioco d’azzardo sono state pari a 96 miliardi di euro, l’8% in più rispetto al 2015. E il ricavo netto, per lo Stato, detratte le vincite 2016, ammonta a circa 19 miliardi di euro. Ma quanto a lungo possiamo giocare contro il banco senza trovarci – matematicamente – in perdita? E perché fra ragionevolezza e azzardo finiamo per imboccare le scorciatoie istintive della mente che ci portano fuori strada? Il tema è attualissimo e discusso, tanto che due creativi scienziati – Paolo Canova e Diego Rizzuto – hanno pensato di portarlo in scena, trasformando le loro campagne di sensibilizzazione – promosse in questi anni intorno alle “dipendenze” da Gratta e vinci, slot machine, 10 e Lotto e Win for Life – in una coinvolgente lezione spettacolo, “Scegli cosa voglio: matematica della scelta istintiva”, che farà tappa a pordenonelegge 2017 per iniziativa dell’IRSE – Istituto Regionale di Studi Europei giovedì 14 settembre, dalle 18, e venerdì 15 per le Scuole Superiori dalle 10.30, al Centro Culturale Casa Zanussi di Pordenone.

Diego Rizzuto e Paolo Canova

Una ghiotta anticipazione del Corso su “Vecchie e nuove dipendenze” che sarà proposto da ottobre sempre a cura dell’IRSE. Paolo Canova, matematico e Diego Rizzuto, fisico, sono fondatori di “TAXI1729”, il pool di formazione e comunicazione scientifica impegnato da anni nelle campagne di informazione sulla matematica del gioco d’azzardo. “Scegli cosa voglio” è un progetto di educazione che nasce per ampliare l’esperienza di Fate il Nostro gioco, la campagna d’informazione sulla matematica del gioco d’azzardo, nata nel 2009. Il progetto, si fonda su un ampio studio della matematica del gioco d’azzardo, completamente originale, condotto da Paolo Canova e Diego Rizzuto per raccontare in modo semplice, divertente ma rigoroso le leggi matematiche che dimostrano che il gioco d’azzardo semplicemente non conviene. Quali sono i meccanismi della mente che ci agganciano a un gioco d’azzardo e in alcuni casi rendono molto difficile smettere? L’ingresso è libero per la lezione – spettacolo del 14 settembre, per quella del 15 prenotazioni aperte online per le Scuole Superiori: il tasto “prenota” sarà attivo fino alle 18 di lunedì 11 settembre. Info www.centroculturapordenone.it email irse@centroculturapordenone.it– tel.0434.365326.

PERCHÉ TAXI1729?
Se immagini un taxi, la prima cosa che ti viene in mente non è certo la matematica. Se pensi al 1729, poi, probabilmente non ricordi nulla di importante. Eppure, dietro questo nome si nasconde una storia che starebbe bene in un bel romanzo. Una storia che ha molto a che fare con noi. I suoi protagonisti sono G. H. Hardy, autorevole matematico dell’Università di Cambridge, e Srinivasa Ramanujan, giovane indiano con un formidabile talento per i numeri. Siamo nei primi anni del ‘900. Durante i sei anni della loro collaborazione, i due sviluppano insieme intuizioni e ipotesi che si riveleranno di estrema importanza per la matematica moderna. Ma a un certo punto il giovane matematico indiano si ammala gravemente di tubercolosi e, poco dopo, muore.

Scrive Hardy: Mi ricordo che una volta stavo andando a trovarlo a Putney, quando era già malato. Feci il viaggio sul taxi numero 1729, notai che il numero sembrava poco interessante e sperai che questo non fosse di cattivo auspicio. «No – mi rispose lui – è un numero molto interessante; è il più piccolo numero che si può esprimere come la somma di due cubi in due modi diversi». Non solo: sommando le sue cifre (1+7+2+9=19) e moltiplicando il risultato per il suo simmetrico si ottiene di nuovo 1729. Coincidenze che, insieme a molte altre, trasformano un numero apparentemente qualunque in un piccolo simbolo del nostro modo di intendere la comunicazione scientifica.

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