Fulvio Zorzut: Semi lockdown, ma fatto così serve?

27 Ottobre 2020

TRIESTE. Anche questa settimana il dottor Fulvio Zorzut ci ha inviato la consueta analisi dal suo “osservatorio” di medico epidemiologo, ma già dal titolo che gli ha dato – Semi lockdown, ma fatto così serve? – si intuisce che al di là del commento sui dati, c’è una disamina delle recenti misure precauzionali in cui Zorzut pone in evidenza quelle che per lui sono incongruenze e paradossi.

”La situazione della pandemia peggiora con Rt =1,50. Rt è il tasso di riproduzione che indica quanti casi secondari un infetto può contagiare e dipende dalla probabilità di trasmissione per singolo contatto tra una persona infetta e una suscettibile, del numero dei contatti che ha una persona infetta e della durata dell’infettività del virus.

Il tasso di saturazione delle terapie intensive è oggi al 19,1% con un incremento giornaliero del 1%. In Italia sono circa 6.500, ma servono anche per le altre patologie acute come incidenti, infarti, ictus eccetera. Quindi c’è una soglia di allerta al 30% di posti letto occupati.

Il rapporto tamponi effettuati/nuovi positivi è in crescita velocissima al 21,6%, come l’aumento del numero delle repliche virali isolate sui tamponi effettuati. Per capirsi, in estate erano circa 35.000 di media (pochissimo o affatto infettanti), mentre ora sono circa 1.000.000 sempre di media. Inoltre l’elevato numero di tamponi paradossalmente rende impossibile il tracciamento dei contatti e la gestione dei focolai, sia per i troppi positivi quotidiani che per il poco personale con “expertise” specifica nei servizi territoriali, per cui l’App Immuni è di fatto inutilizzabile.

In regione l’incremento dei casi segue e replica quello nazionale e così anche nelle 4 province con un aumento ora incontrollato. Purtroppo questo andamento ormai continuerà fino a primavera, con l’aggravante dell’arrivo, a fine dicembre, dell’epidemia influenzale che sarà confondente e metterà in crisi l’attività dei medici di famiglia, dei pediatri e dei pronto soccorsi per le diagnosi differenziali. Inoltre, al di là delle dichiarazioni di facciata, non c’è alcuna garanzia di quando e se si potrà disporre di un vaccino anti Coronavirus efficace e sicuro.

Ciò premesso, le misure proposte dal Governo con l’ultimo Dpcm sono discutibili e inefficaci dal punto di vista medico, in quanto frutto di compromessi fatti con il bilancino tra epidemia, attività produttive ed esigenze di consenso, e non vanno a incidere sulla diffusione reale del virus, ma sulla libertà personale dei cittadini. L’epidemiologia descrittiva, di campo, inevitabilmente sconfina anche in valutazioni extra scientifiche, sfiorando il campo politico.

Vediamo alcune considerazioni:
1. Viene ufficialmente sancito che dopo le 18, il virus è più aggressivo e diffusivo mentre dopo le 5 del mattino, ridiviene più mite e non ci sono problemi a circolare, tranne che alla domenica in cui non ci sono problemi.
2. Si scopre che in palestra e piscina si rischia di più il contagio che in un ristorante/bar/pizzeria/pub affollati, ad esempio all’ora di pranzo.
3. Al tavolo in ristorante si può stare prima in sei, ora in quattro, ma solo fino alle 18, in realtà dovendo correre a casa prima per non incappare nei controlli stradali e tenendo ben stretto lo scontrino fiscale come prova.
4. Non si menziona lo spazio a disposizione, né il numero di ricambi d’aria in ambienti climatizzati. Le persone possono stare sedute a un tavolo da dodici oppure vicine un metro.
5. Le consumazioni in piedi sono consentite solo fino a una certa ora, perché nuovamente il virus ridiventa evidentemente più aggressivo in ore serali, soprattutto stando in piedi.
6. A casa propria si può mangiare la pizza in sei, in cinque nessun problema, ma in sette scoppia il rischio contagio e qualche ministro si lascia sfuggire che le delazioni dei vicini possano essere raccomandabili.
7. Viene spontaneo un paragone con la Ddr negli anni 60-70-80 dove c’erano i capi condominio che riferivano alla Stasi, la polizia politica comunista, di eventuali comportamenti non ortodossi.
8. In alcune regioni viene reintrodotta un’auto dichiarazione associata alla ormai consueta multa dai 400 ai 3mila euro.
9. I mezzi pubblici, autobus, treni, metro invece possono essere sovraffollati a prescindere, e poiché non si possono aumentare il numero delle corse o dei mezzi, è consentita la massima tolleranza e il rischio contagio viene di fatto escluso con un generico invito a “non usarli”, ma bisogna spiegarlo ai pendolari.
10. Si reintroduce la didattica a distanza per le scuole superiori tramite Pc e connessioni Wi-Fi, quando già in primavera era emerso che circa il 30% delle famiglie, in certe zone di Italia, non è attrezzata in tal senso.
11. I posti letto in terapia intensiva, la cui carenza è la causa reale di questo affannoso susseguirsi di Dpcm, non sono stati incrementati a livello nazionale, in modo significativo, durante la tregua dei mesi estivi. La nostra Regione è una felice eccezione.
12. Ci si è accorti che per un posto letto ci vogliono medici e infermieri altamente specializzati “intensivisti”, su turni h24, e ne mancano almeno 4.000, a seconda delle fonti, ma in Italia non ci sono e non si formano in pochi mesi.
13. Niente ricambio generazionale, con pensionamenti di sanitari in massa per raggiunti limiti di età.
14. Quindi la colpa di tutto ciò, sono i comportamenti sociali degli italiani, vacanzieri, ballerini, nottambuli, festaioli domestici, ammalati di movida o di sport amatoriali, non le mancanze pluridecennali previsionali e operative delle classi politiche che si sono succedute al governo e che non hanno investito in terapia e prevenzione”.

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