I fratelli Oppenheimer, fisica e conoscenza scientifica

4 Febbraio 2017

TRIESTE. A cinquant’anni dalla morte di Robert Oppenheimer (18 febbraio 1967), l’Immaginario Scientifico, grazie al contributo della Fondazione Benefica Kathleen Foreman Casali, organizza in febbraio una serie di iniziative nell’ambito del progetto “La fisica dei fratelli Oppenheimer”, per far conoscere al pubblico e agli studenti Robert e Frank Oppenheimer, passati alla storia come i “padri” rispettivamente della bomba atomica e dei science centre, i musei scientifici interattivi e partecipativi di nuova generazione. Il progetto, è stato presentato alla presenza di Francesco Slocovich, in rappresentanza delle Fondazioni Casali, del presidente dell’Immaginario Scientifico Mario Bucher e del direttore Serena Mizzan. L’obiettivo del progetto è quello di far conoscere al pubblico e agli studenti la storia degli Oppenheimer, le cui vite si sono intrecciate in diversi punti: l’arte, la filosofia, la fisica e, nella seconda parte della loro vita, l’impegno per una maggiore consapevolezza scientifica.

Frank Oppenheimer

Un’eredità culturale che Trieste ha raccolto in modo speciale. Se ne parlerà giovedì 9 febbraio alle 17.30, in un incontro pubblico con ingresso libero, all’Auditorium del Museo Revoltella di Trieste, in cui interverranno Sandro Scandolo, Senior Research Scientist e Direttore dei programmi scientifici dell’ICTP-Centro internazionale di fisica teorica “Abdus Salam”, e Paola Rodari, che ha partecipato alla nascita dell’Immaginario Scientifico, oggi Project Manager a Sissa Medialab ed esperta di musei della scienza. I due relatori racconteranno al pubblico rispettivamente le vite di Robert e Frank: due vite accomunate dalla passione per la fisica, dagli studi per la realizzazione della bomba atomica, dalle difficoltà incontrate per motivi politici, fino alla presa di coscienza sulle responsabilità della scienza, per chi la fa, per chi la insegna e per chi la impara. È questo il pensiero che ha portato alla nascita dell’ICTP, del cui primo Consiglio scientifico Robert fu direttore, e dell’Exploratorium di San Francisco, ad opera di Frank, primo modello di un nuovo modo di concepire i musei della scienza.

Un importante pubblico di riferimento per queste tematiche sono anche gli studenti delle scuole secondarie di II grado, a cui sono dedicate le speciali attività didattiche del “Percorso Oppenheimer”, all’Immaginario Scientifico di Trieste. Il percorso proposto, gratuito su prenotazione (040 224424), prende spunto dalle due differenti eredità culturali lasciateci dai fratelli Oppenheimer e prevede due momenti separati. Il primo consiste in una visita ad alcuni degli exhibit hands-on dell’Immaginario Scientifico, science centre realizzato sull’esempio dell’Exploratorium di San Francisco, creato da Frank. Per ogni exhibit verranno suggeriti interrogativi e proposte delle riflessioni sul fenomeno presentato, facendo leva sulla capacità di osservazione e di interazione degli studenti. In un secondo momento, negli spazi laboratoriali del science centre, ci si concentrerà sulla struttura dell’atomo, in memoria delle ricerche di Robert, che concorsero non solo alla costruzione della bomba atomica, ma anche alla comprensione dell’effetto tunnel quantistico e a importanti risultati nella fisica delle energie.

Robert Oppenheimer

Il progetto prevede inoltre un incontro formativo “Scienza della percezione e percezione della scienza”, in programma il 6 e il 13 febbraio alle 15 all’Immaginario Scientifico di Trieste, dedicato agli insegnanti delle scuole secondarie di II grado (non necessariamente di materie scientifiche) e tenuto da Ettore Panizon, filosofo della scienza. Fin dalla loro ideazione originale i science centre dedicano una grande attenzione ai fenomeni della percezione: illusioni ottiche e altri fatti sorprendenti che mostrano come la nostra mente rielabori i dati sensoriali a partire dal contesto in cui si vengono a inserire. La parte giocata dall’osservatore nella percezione quotidiana (illustrata anche dal punto di vista delle neuroscienze) ha il suo corrispettivo museale nel ruolo che il visitatore viene invitato ad assumere nell’esplorazione della realtà attraverso gli exhibit hands-on. Per i docenti sarà un momento di riflessione sul contesto della comunicazione scientifica e su come questo influisca sull’apprendimento.

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