I finalisti del Premio Terzani

13 Marzo 2017

Angela e Tiziano Terzani

UDINE. Sorj Chalandon per La quarta parete (Keller); Li Kunw e P.Ôtié per Una vita cinese (add editore), Domenico Quirico per Esodo (Neri Pozza); Gerard Russell per Regni dimenticati (Adelphi) e Brian Turner per La mia vita è una paese straniero (NN) sono i cinque finalisti della 13^ edizione del Premio letterario internazionale Tiziano Terzani, riconoscimento istituito e promosso dall’associazione culturale vicino/lontano di Udine insieme alla famiglia Terzani. La giuria, riunitasi a Firenze a casa Terzani, ha selezionato i titoli che andranno in votazione a partire da un elenco di quaranta libri: «Cerchiamo ogni anno – commenta Angela Terzani, presidente della giuria – di candidare al premio opere che aiutano a far luce sui retroscena umani, storici o politici delle questioni di maggiore attualità nel mondo. Questo, per restare fedeli allo spirito di Tiziano, alla cui memoria il premio è dedicato, che ha sempre voluto tentare di capire, e far capire, ciò che avveniva di là dai nostri orizzonti».

I giurati – Giulio Anselmi, Enza Campino, Toni Capuozzo, Tommaso Cerno, Marco Del Corona, Andrea Filippi, Àlen Loreti, Milena Gabanelli, Ettore Mo, Carla Nicolini, Paolo Pecile, Valerio Pellizzari, Peter Popham, Marino Sinibaldi – si sono riservati un supplemento di riflessione prima di passare alla votazione finale. Il vincitore sarà annunciato a fine aprile e sabato 13 maggio, al Teatro Nuovo Giovanni da Udine (ore 21), sarà il protagonista della serata-evento per la consegna del premio, da sempre l’appuntamento centrale del Festival vicino/lontano, in programma quest’anno a Udine dall’11 al 14 maggio.

Sorj Chalandon

Sorj Chalandon è stato per trent’anni corrispondente e giornalista per Libération, prima di entrare nella squadra irriverente del settimanale Le Canard Enchaîné. Come inviato ha coperto i maggiori conflitti del secolo scorso, dal Libano all’Afghanistan. A Beirut, nel 1982, fu tra i testimoni dell’eccidio nel campo profughi palestinese di Sabra e Chatila. La quarta parete, vincitore in Francia del Prix Goncourt des lycéens, è ambientato nel Libano della guerra civile, all’inizio degli anni Ottanta, nel pieno del conflitto che dal 1975 al 1990 ha insanguinato il Paese: non un reportage di guerra, ma un libro sulla guerra, sulla sua pervasività, sul suo impatto nel quotidiano di chi la vive.

Li Kunwu

Li Kunwu è un artista cinese, uno dei pochi della sua generazione a essersi potuto dedicare esclusivamente al fumetto. Specializzato in cartoon di propaganda, oggi lavora allo studio delle minoranze etniche e culturali nella provincia dello Yunnan, una delle più diversificate del paese. Una vita cinese. Il tempo del padre, pubblicato in 16 Paesi, è la sua autobiografia a fumetti, disegnata da Li Kunwu e scritta a quattro mani con P. Ôtié. L’autore si racconta registrando fedelmente le vicende della sua vita, intrecciandole alla storia del suo paese: la Rivoluzione culturale, il Grande balzo in avanti.

Domenico Quirico

Domenico Quirico è giornalista a La Stampa, responsabile degli esteri, corrispondente da Parigi e ora inviato. Ha seguito in particolare tutte le vicende africane degli ultimi vent’anni dalla Somalia al Congo, dal Ruanda alle primavere arabe. Nell’agosto 2011 è stato rapito in Libia e liberato dopo due giorni. Nell’aprile 2013, mentre si trovava in Siria, è stato nuovamente rapito e liberato dopo 5 mesi di sequestro. Esodo. Storia del nuovo millennio è la cronaca dei viaggi fatti in compagnia dei migranti nei principali luoghi da cui partono, e in cui sostano o si riversano. In questo senso, è il racconto in presa diretta dell’esodo che sta già mutando il mondo e la storia.

Gerard Russell

Gerard Russell, inglese, ha lavorato come diplomatico alle Nazioni Unite per 14 anni. Ha vissuto al Cairo, a Gerusalemme, a Baghdad, a Kabul e a Gedda. Per conto del governo britannico è stato tra i primi a sperimentare l’uso della lingua araba negli incontri con gli esponenti mediorientali. È docente per il Programma di Sicurezza Internazionale della New America Foundation e del Foreign Policy Centre di Londra. Regni dimenticati. Viaggio nelle religioni minacciate del Medio Oriente è il suo primo libro: racconta di un altro Medio Oriente, una terra di straordinaria diversità religiosa e di scambi fecondi tra culture, e di un altro Islam, una civiltà che in passato ha saputo esprimere grande tolleranza verso i culti religiosi pagani assai più dell’Europa cristiana. Russell ci introduce a fedi orgogliose e millenarie progressivamente stritolate dai blocchi contrapposti delle «grandi religioni mondiali».

Brian Turner

Brian Turner, oggi saggista e docente universitario, è stato un soldato, figlio e nipote di militari, ha servito per sette anni nell’esercito americano: in Bosnia-Erzegovina e in Iraq, in Medio ed Estremo Oriente. Lasciate le armi, ha debuttato nel 2005 con la raccolta di poesie Here, Bullet, ottenendo riconoscimenti di critica e di pubblico. La mia vita è un paese straniero è il suo primo romanzo, un memoir dedicato all’esperienza di guerra. Diviso in 136 brevi capitoli, segue l’autore dall’infanzia all’arruolamento, fino al ritorno a casa. Le sue esperienze si fondono con quelle del padre e del nonno, con i giochi da bambino e le vite degli amici caduti in battaglia. Così, tutti i conflitti si dispiegano sotto di lui in un unico, immenso territorio di guerra e violenza.

Argomenti correlati:

Condividi questo articolo!