Festa di Santa Caterina alla Filologica: Strolic e Lunari

24 Novembre 2017

UDINE. Sarà una Santa Caterina ricca di iniziative a Palazzo Mantica la sede della Società Filologica Friulana in via Manin 18 a Udine. Sabato 25 novembre si parte già dal mattino con una proposta per i bambini e le loro famiglie promossa, nell’ambito di Fruts!, prima edizione del festival della letteratura per l’infanzia in lingua friulana, da Docuscuele, il Centro di documentazione, ricerca e sperimentazione didattica per la scuola friulana nato dalla collaborazione tra ARLeF e Società Filologica. Alle 10.30, con entrata libera, Gian Luca Valoppi e Michele Zamparini del Teatro Positivo saranno protagonisti di un’interpretazione teatrale de Il puint dai fruts, libro scritto da Max Bolliger ed illustrato da Štěpàn Zavrřel, inscenando una visita speciale animata a Palazzo Mantica.

Alle 16.30, come da tradizione nella ricorrenza di Santa Caterina, la Società Filologica presenterà lo Strolic furlan per il nuovo anno che, alle soglie del centenario del Sodalizio giunge quest’anno alla 99ma edizione, curata da Dani Pagnucco e che sarà presentata dal giornalista Paolo Medeossi. Il tema che fa da filo conduttore all’edizione 2018 è “la paura”, argomento non facile da affrontare con allegria e leggerezza, compito in cui gli autori si sono cimentati con ottimi risultati tutti da leggere e da scoprire. Lo Strolic raccoglie i contributi di 60 collaboratori, redatti nelle tante varietà della lingua friulana, dal Friuli orientale a quello occidentale, dalla Carnia al mare. Troviamo anche il dialetto bisiaco e le parlate germaniche di Sappada, Sauris e Timau.

Ogni mese scrivono Renzo Peressini, Antonino Danelutto, Gianfranco Ellero, Gianni Colledani, Stefano Montello e tanti altri. Ma la voce primaria, quest’anno è stata affidata agli allievi dei corsi di lingua e cultura friulana – la Filologica ha raggiunto l’importante obiettivo di 500 frequentanti nel 2017 – che hanno dato prova di sensibilità e ardore nel mettersi in gioco scrivendo in marilenghe. La copertina e i quadri – quasi tutti inediti – che introducono ogni mese sono di Lionello Fioretti, artista scomparso nel 2004, mentre i disegni che accompagnano molti racconti sono di Annalisa Gasparotto. In quarta di copertina, invece, una vibrante opera fotografica del maestro Elio Ciol, scattata durante le riprese del film “Gli ultimi” di padre David Maria Turoldo.

Assieme allo Strolic sarà presentato anche il Lunari 2018 della Società Filologica, pubblicato con il sostegno dalla Banca Popolare di Cividale. Ripercorrendo il filone degli ultimi anni, anche quest’anno il Lunari permetterà di fare un viaggio ideale nel Friuli di un tempo attraverso le cartoline storiche del prezioso fondo della Società Filologica; toccando i capoluoghi Udine, Pordenone e Gorizia, si arriverà a Tolmezzo, Cividale, Manzano, Mortegliano, Latisana, Gradisca d’Isonzo, Prata, Porcia e Maniago.

Infine alle 18 verrà inaugurata la mostra Il sogno della Regione Friuli, a cura di Gianfranco Ellero, realizzata in occasione dei 70 anni dall’approvazione dell’autonomia regionale. La mostra, che si potrà visitare fino al 21 dicembre (dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18) nella cjanive de Filologjiche con ingresso da via Manin 18/a, apre le iniziative della rassegna “Identità ed autonomia. Dibattito sul Friuli di ieri e di oggi”, promossa su iniziativa del Consiglio Regionale con il coordinamento della Società Filologica Friulana.

La mostra coniuga volti, immagini e pensieri degli autonomisti che sognarono la Regione (del solo) Friuli nel biennio 1946-1947 e vuol essere un omaggio a tutti coloro che allora lottarono per una meta importantissima, ma in particolare a Tiziano Tessitori, che fu anche Presidente della Società dal 1954 al 1963. Il filo conduttore dell’esposizione prende le mosse dalle parole del “padre della regione”, che possiamo leggere su “Libertà” (quotidiano del Comitato di Liberazione Nazionale per la Provincia di Udine) di metà luglio 1945: “Ora si pone il problema se tra queste entità regionali debba annoverarsi anche il Friuli. Se la si considera sotto l’aspetto storico è indubbio che la terra friulana fu sempre ritenuta una vera entità di importanza politico-militare autonoma. Così la ritennero i romani, che vi dedussero colonie e mai riuscirono a domare completamente la schiatta indigena dei Carni; così la considerò Alboino che vi costituì un ducato longobardo; tale fu considerata sotto i franchi e poi lungo tutto il medio evo, allorché divenne Stato vero e proprio durato sino al principio del secolo decimoquinto. E quando Venezia se ne impossessò, il Friuli non perdette la sostanziale sua autonomia giuridico-amministrativa e per Venezia restò, fino a Napoleone, la patria per antonomasia”.

Tessitori, nel formulare il suo progetto, capitalizzò quindi un patrimonio storico che legittimava l’istanza di autonomia amministrativa, e la mostra riserva a questo patrimonio la metà dei pannelli in esposizione, intitolati: “Autonomismo istintivo”, “Autonomismo storico”, “Autonomismo religioso”, Autonomismo linguistico”. La seconda parte è riservata alle lotte del periodo 1945-1947 e impietosamente mette il dito nella piaga: i veri nemici dell’autonomia del Friuli stavano proprio in Friuli.

A Roma, infatti, la Seconda Sottocommissione della Costituente riconobbe la Regione del Friuli il 18 dicembre 1946: Udine sarebbe stata la capitale di una regione che avrebbe dovuto accogliere gli sfridi della Venezia Giulia lasciati all’Italia dal Trattato di pace (allora non ancora firmato). Un pannello è riservato al “Messaggero Veneto” del 19 dicembre 1946, che alterò il nome della Regione annunciando la nascita della Regione Giulia Friulana, con Udine capitale provvisoria in attesa di Trieste! L’ultimo pannello, riservato ai nuovi autonomisti degli anni Sessanta (Fausto Schiavi, Gino di Caporiacco…), spiega anche il titolo della mostra: la nuova ondata autonomista nacque perché il sogno della Regione Friuli non divenne realtà.

“Identità e autonomia” proseguirà con l’incontro “Attualità di Turoldo nel centenario della nascita”, che si terrà a Coderno di Sedegliano il 29 novembre e con la presentazione a Tolmezzo del libro di Oscar Gaspari “La causa montana. Michele Gortani geologo, costituente e senatore”, il 1° dicembre. Per concludere, il volume che accompagna “Il sogno della Regione Friuli”, con i contributi di Lucia Comelli, Gianfranco Ellero e Giuseppe Mariuz, verrà presentato a Roma nella sala di rappresentanza della Regione Friuli Venezia Giulia il 13 dicembre.

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