Femminile al plurale si apre con le Donne di Leonardo

16 Gennaio 2020

Belle Ferronniere – Ritratto di Dama – Leonardo da Vinci

PORDENONE. Prende il via venerdì 17 gennaio alle 17.30 nella saletta di San Francesco con un focus sulle “Donne di Leonardo”, “Femminile al plurale. Le immagini pubbliche delle donne da Leonardo ai nostri giorni” progetto di Uti Noncello e Comune di Pordenone, curato da Sergia Adamo e patrocinato dall’Università di Trieste e dalla Consigliera regionale di parità. Per il suo evento inaugurale Femminile al plurale interroga dunque il genio di Leonardo per ragionare attorno alla sua pittura e alle sue rappresentazioni delle donne come soggetti, dotati del potere dello sguardo.

La relatrice, la professoressa dell’Università di Udine Linda Borean, porrà l’attenzione sulle innovazioni apportate da Leonardo nella ritrattistica rinascimentale, analizzando in particolare le figure femminili, di cui egli si premura di esprimere non solo l’aspetto esteriore, ma anche i moti dell’anima. Da essi – tra cui la Dama con l’Ermellino o il ritratto di Isabella d’Este – emerge anche il ruolo intellettuale e culturale di diverse donne rinascimentali.

“Partiamo dal passato – spiega l’assessora alle pari opportunità Guglielmina Cucci – per arrivare all’oggi, facendo una riflessione a 360°. La rappresentazione e l’immagine della donna nella nostra società, costituisce da sempre un ‘argomento’, come da sempre sul corpo femminile si combattono battaglie campali. La rappresentazione della donna è da sempre legata a due poli opposti, positiva (moglie, madre, santa, angelo del focolare, ispiratrice di amore puro), negativa (a partire da Eva la tentatrice, per arrivare alla strega, fino alla prostituta o ancora alla libertina). In ogni modo prospettive stereotipate e ingabbianti. Da qui la necessità di una analisi che sveli la ricchezza e la molteplicità delle identità femminili, plurali appunto. E perché no, trasversali. Nella società di oggi c’è anche bisogno di ristabilire il giusto equilibrio tra l’invisibilità (cui concorre anche il linguaggio, quando ci esprimiamo al maschile riferendoci a donne, esclusivamente, guarda caso, solo per ruoli o professioni prestigiose), il ridimensionamento che arriva all’annullamento (quanti contributi femminili alla società civile, alla cultura e alle arti vengono ignorati…), e la sovraesposizione (pensiamo all’utilizzo del corpo sessualizzato della donna in ogni campo della comunicazione). Questo progetto affronta tutto questo in modo articolato e approfondito e ribadisce un concetto molto importante: che la donna ha diritto di scegliere di essere ciò che vuole, e che il suo valore – oggi, come nel passato deve essere riconosciuto”.

Linda Borean

Linda Borean è professoressa associata di Storia dell’arte nel Dipartimento di Studi umanistici dell’Università di Udine ed è una studiosa di respiro internazionale che ha collaborato e ricevuto riconoscimenti da prestigiose istituzioni quali la Royal Society of Edinburgh, il Metropolitan Museum di New York, il Getty Research Institute di Los Angeles, l’Istituto di Studi Rinascimentali di Ferrara, le Gallerie dell’Accademia di Venezia. Ha curato mostre importanti, tra le quali si può ricordare quella su Giambattista Tiepolo e Paolo Veronese a Udine e ha tenuto conferenze e lezioni in numerose università in Italia e all’estero. Collabora attivamente con le istituzioni museali del territorio friulano, come i Musei Civici di Udine, e in rappresentanza del Consiglio Superiore dei Beni Culturali è membro del Comitato scientifico delle Gallerie dell’Accademia di Venezia. Svolge attività di divulgazione scientifica e sensibilizzazione dell’opinione pubblica alla salvaguardia del patrimonio storico-artistico.

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