Fatoumata Diawara a Sacile porta il blues dell’Africa

30 Novembre 2018

Fatoumata Diawara

SACILE. Il volo del jazz, il festival creato da Circolo Controtempo, per la sua 14^ edizione, dopo Bill Frisell, Stanley Clarke, Antonio Sanchez, Enrico Rava e Joe Lovano, vede brillare un’altra stella della musica sul palco del teatro Zancanaro di Sacile. Sabato 1° dicembre, alle 21, arrivano infatti Fatoumata Diawara e la sua band ed ecco che Il Volo, intrecciando la rassegna Gli Occhi dell’Africa, offre l’imperdibile occasione di ascoltare la cantante e attrice ivoriana inserita tra le cento personalità più influenti del continente africano dal New African Magazine. Un’artista che, attraverso una sensibilità istintivamente pop, reinventa i ritmi veloci e le melodie blues della sua ancestrale tradizione wassoulou. Che con la sua voce calda e toccante, la sua chitarra ritmica, le sue canzoni splendidamente melodiche, racconta con forza una vita piena – la sua – che non sempre è stata facile.

Unica tappa per il Nordest, Sacile è la città di partenza del tour invernale europeo (che in Italia toccherà solo Bologna e Aosta il 22 e 23 febbraio 2019) e mondiale di Fatoumata, che sul palco sarà accompagnata da Yacouba Kone alla chitarra, Arecio Smith alle tastiere, Sekou Bah al basso e Jean Baptiste Gbadoe alla batteria.

Nata in Costa d’Avorio da genitori maliani e cresciuta in Mali, ma attualmente residente in Francia, Fatoumata diventò una stella sin da giovanissima: a soli 15 anni fu scelta dal regista Cheick Oumar Sissoko come attrice protagonista del film La Genèse, premiato a Cannes nel 1999. Ha poi interpretato, fra gli altri, Timbuktu (2014) di Abderrahmane Sissako e Mali blues (2016) di Lutz Gregor. La sua carriera è stata in continua ascesa tra esperienze cinematografiche e teatrali, cui ha affiancato sin dal 2011 l’impegno come cantante e musicista, che poi è stato quello della sua definitiva consacrazione e che l’ha portata a collaborare con big della musica internazionale come Herbie Hancock e il mitico Bobby Womack (è sua la voce in “Nothin’ Can Save Ya” dal bellissimo disco “The Bravest Man In The Universe”).

Il 25 maggio 2018 è uscito il suo secondo album da solista, “Fenfo”, in cui reinventa i ritmi veloci e le melodie blues della tradizione wassoulou, la musica popolare dell’Africa occidentale. I testi sono in wambara, la lingua del Mali. Fatoumata Diawara, detta Fatou, è stata anche la prima donna a ricevere il premio Science for peace che ogni anno la Fondazione Veronesi assegna a un artista che si distingue nella diffusione di un messaggio di pace.

Info +39 3474421717 / ticket@controtempo

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