Ennio Cervi, una monografia del pittore e architetto

21 Settembre 2020

Ennio Cervi (Foto Ennio Demarin)

TRIESTE. Mercoledì 23 settembre alle 17.30 nella Sala Paolo Alessi del Circolo della Stampa di Trieste (corso Italia 13, 1° piano) l’arch. Marianna Accerboni, ideatrice e curatrice dell’incontro, presenterà la monografia ”Ennio Cervi. I disegni, la pittura” (Franco Rosso Editore, pgg. 234, € 25,00). Interverranno il critico d’arte Giulio Montenero, il giornalista e scrittore Roberto Curci e Franco Rosso. Sarà presente l’artista. L’accurato e ampio volume riassume, attraverso numerosi testi e oltre 200 foto riprese dai fotografi Ennio Demarin e Gianni Mohor, più di settant’anni dell’attività di Cervi e rappresenta una memoria storica molto dettagliata dell’evoluzione del linguaggio artistico dell’architetto e pittore triestino dagli esordi, avvenuti a fine anni Quaranta, a oggi.

I posti sono limitati in base alle disposizioni anti Covid, prenotabili telefonando allo 040 370371 dal lunedì al venerdì ore 9 – 15. L’incontro sarà trasmesso in diretta sul profilo Facebook del Circolo della Stampa (dove rimarrà sempre visibile) e successivamente inserito sul sito del Circolo stesso.

1968 – Fossile

”L’accurato e ampio volume, che si apre con una presentazione dell’editore e un’introduzione di Giulio Montenero, il primo a stilare un testo critico sull’artista in occasione della sua prima mostra alla Sala Comunale d’arte di Trieste nel ‘63 – spiega Marianna Accerboni – riassume, attraverso numerosi testi e oltre 200 foto, più di settant’anni della sua attività. E rappresenta una memoria storica molto dettagliata, a partire dagli icastici disegni realizzati dal 1948, appena dodicenne, al 1954 a grafite, penna e china, tra cui compare un’efficace e sintetica raffigurazione del ’48 dello scultore Marcello Mascherini mentre lascia il suo studio in sella alla Vespa assieme alla moglie Nera. Un disegno originale, nel cui ritmo transita, implicita, anche la memoria del Futurismo”. Dinamico ed essenziale, il segno di Cervi affronta poi con grande sicurezza numerose tematiche, da quella dantesca con l’iracondo Filippo Argenti a quella africana, alla musica, nel cui ambito appare molto apprezzabile l’esecuzione di una sonata per violino, a quella equestre e alla corrida d’ispirazione hemyngwaiana di Morte nel pomeriggio.

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