Due film sulla famiglia

5 Luglio 2021

Simon Calls

TRIESTE. Prosegue all’insegna del grande cinema la giornata di martedì 6 luglio di ShorTs International Film Festival, la manifestazione cinematografica in programma dal vivo a Trieste e online su MYmovies fino a sabato 10 luglio. Appuntamento alle 20 al Cinema Ariston con l’anteprima italiana gratuita di “Simon calls” di Marta Sousa Ribeiro, film in concorso nella selezione 2021 di Nuove impronte, storica sezione competitiva del Festival dedicata ai migliori lungometraggi del cinema emergente, che ogni anno accende i riflettori su registi esordienti o non ancora noti al grande pubblico.

Presentato al San Sebastián International Film Festival 2020, il primo film della regista di Lisbona Marta Sousa Ribeiro racconta la storia di un ragazzo di oggi, esplorando i labirinti dell’adolescenza. Girato in tre fasi (nel 2015, 2017 e 2019) come “Boyhood” di Richard Linklater, il film vede protagonista il giovane Simon alle prese con l’ultima settimana di scuola, sebbene non abbia voglia di studiare per gli esami. I suoi genitori hanno divorziato e sembrano aspettare un cambiamento che però non arriva mai. Simon è stanco di aspettare. Potrebbe avere un biglietto di sola andata per gli Stati Uniti? Sarebbe possibile far esplodere gli oggetti da lontano? E se potessimo tornare indietro nel tempo? O solo nei film è possibile trovare la libertà?

Radiograph of a Family

La serata di martedì 6 luglio al Cinema Ariston prosegue con la proiezione alle ore 22.15 di “Radiograph of a family” di Firouzeh Khosrovani, altro film in concorso nella sezione Nuove Impronte. Premiato al Festival internazionale del Documentario di Amsterdam 2020 e presentato a numerosi eventi internazionali, il documentario della regista iraniana Firouzeh Khosrovani racconta la storia della sua famiglia, in cui la cineasta si definisce il “prodotto della lotta iraniana tra laicità e ideologia islamica”. Dall’era dello Scià fino alla Rivoluzione Islamica, passando attraverso le difficoltà della guerra Iran-Iraq fino ai giorni nostri, la regista racconta così la sua vita a Teheran partendo dal matrimonio dei propri genitori: il risultato è un imperdibile lessico famigliare persiano, dal linguaggio poetico e raffinato.

Anche martedì 6 luglio alle 21 al Giardino Pubblico Muzio de Tommasini si terranno le proiezioni sotto le stelle di Maremetraggio, storica sezione competitiva del festival dedicata ai migliori corti del panorama internazionale.

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