Due appuntamenti con la musica di Giorgio F. Ghedini

11 Aprile 2016

TRIESTE. La Società dei Concerti di Trieste ritorna questo mese, martedì 12 aprile e mercoledì 13 aprile al Teatro Verdi di Trieste, con due appuntamenti di musica made in Italy. Martedì 12 aprile alle ore 18, con ingresso aperto a tutti e gratuito, l’incontro dal titolo “In quelle acque del perpetuo esilio…: ritrovare la musica di Giorgio Federico Ghedini” condotto da Sergio Cimarosti, che farà da preludio al concerto del 13 aprile alle 20.30 con il Quartetto Prometeo. Il programma del concerto, infatti, prevede l’esecuzione del Quartetto n. 3 di G.F. Ghedini oltre a Dissonanzenquartett di W.A.Mozart e Quartetto per archi n. 14 in do diesis minore op. 131 di L.v.Beethoven.

Musicista di mestiere solidissimo, artista severo e rigoroso, insegnante di alto lignaggio (tra i suoi allievi troviamo l’amatissimo Guido Cantelli, Luciano Berio, Nicolò Castiglioni, Claudio Abbado), Giorgio Federico Ghedini (Cuneo 1892 – Nervi 1965) si pone come uno dei giganti del Novecento italiano, a fianco di Goffredo Petrassi e Luigi Dallapiccola. Il recente interesse del mercato discografico nei confronti del suo vasto catalogo (esteso a tutti i generi: musica sacra, pagine sinfoniche, concerti per strumenti solisti e orchestra, opere liriche, lavori cameristici, pezzi pianistici, musica per il teatro, il cinema e la radio) non si accompagna ancora ad una ritrovata centralità sulla scena concertistica.

quartetto prometeo 3Il giorno seguente alle 20.30 suonerà una delle formazioni di riferimento della musica da camera italiana. Un complesso versatile e curioso, capace di scelte intelligenti e raffinate. Il programma prevede l’esecuzione di W.A.Mozart (Dissonanzenquartett), G.F. Ghedini (Quartetto n. 3) e L.v.Beethoven (Quartetto per archi n. 14 in do diesis minore op. 131). Composto da Giulio Rovighi (violino), Aldo Campagnari (violino), Massimo Piva (viola) e Francesco Dillon (violoncello), Leone d’argento alla Biennale Musica di Venezia nel 2012, insieme di camera italiano che sta rapidamente conquistando la scena internazionale, il Quartetto Prometeo sembra l’interprete ideale per coniugare classicismo e modernità.

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