Un doppio appuntamento venerdì alla Libreria Friuli

25 Maggio 2016

coperUDINE. Venerdì 27 maggio, doppio appuntamento in Libreria Friuli: alle 18 avrà luogo la presentazione del romanzo ”La luce che brilla sui tetti” di Maria Giovanna Luini. L’autrice – narratrice, saggista, sceneggiatrice – è laureata in Medicina e Chirurgia, con una specializzazione in senologia. Lavora all’IEO di Milano (Istituto Europeo di Oncologia) in qualità di consulente medico del Direttore scientifico Umberto Veronesi. E’ inoltre ricercatrice di medicina integrata, attenta a un approccio olistico, empatico e razionale nei confronti della malattia e soprattutto dei pazienti; è Master Reiki e Reconnection Certified Practitioner di Reconnective Healing.

Ha pubblicato già diversi saggi collaborando con il prof. Veronesi quali “Oltre il dolore. Viaggio nel senso profondo della vita” (2014), “Il mio mondo è donna” (2015). Il suo romanzo più recente è “Il male dentro”(2015). “La luce che brilla sui tetti” parla di amore, di amicizia e di nuove dimensioni, dove la sofferenza, fisica e psicologica, può comparire sotto una nuova forma di vita. Per tornare a vedere, appunto, la luce. Modererà l’incontro Ivana Vaccaroni che intervisterà l’autrice.

Alle ore 20:30, Lorenzo Parolin presenterà LA BICI FELICE, una raccolta di Dieci storie dedicate alla bici e al vivere la bici. Dieci strade che portano alla felicità… in bicicletta. Ruote, manubrio, sella, catena, borsa… componenti e accessori della bicicletta danno il titolo a dieci racconti esemplari. Perché la bici dice sempre qualcosa di più. Dagli autori di Pedalo dunque sono un nuovo libro sulla ricerca “ciclistica” del benessere.

La bicicletta è un’invenzione che da 150 anni fa felice il mondo. La sua felicità sta forse proprio nell’insieme di pochi, semplici parti meccaniche che, unite fra loro, formano un tutto lieve e armonico: due ruote, un telaio, un manubrio, una sella, una catena… Vorremmo lievi e armonici anche la nostra vita, i nostri incontri, l’esperienza dei nostri corpi e delle nostre menti in relazione con noi stessi e gli altri. Sappiamo tuttavia che non sempre è così: le ruote si bucano, i telai s’incrinano, i manubri si stortano, le selle si sfondano, le catene s’inceppano o cascano… Sappiamo anche però che pedalare aiuta a stare meglio. Come ci raccontano, nell’ideale prosecuzione del libro Pedalo dunque sono (2011), cinque autori – uno psicologo, un giornalista, un urbanista, un educatore e un organizzatore culturale – e dieci emblematiche “storie” che vanno alla conquista della felicità prendendo spunto concettuale da un componente o da un accessorio di bicicletta: così alla catena è associata l’idea della trasmissione di una passione da padre in figlio; le ruote simboleggiano la ciclicità degli eventi storici che si ripetono nel tempo; il manubrio la capacità di “sterzare” dalla linea retta e dalla consuetudine; il pedale la volontà di spingere a fondo per superare le difficoltà di una malattia; il fanale il fascio di luce che ci mostra la strada anche quando intorno a noi s’è fatta buia la notte della vita… Perché la bicicletta, e le parti di cui è composta, sanno raccontare storie che resistono alla fatica e dicono molto di più di un viaggio o di una corsa.

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