Donne & Padri all’ARTtime

7 Marzo 2020

Opere di Federica Belloli

UDINE. La Galleria ARTtime di Udine presenta una mostra collettiva dedicata interamente alla figura femminile e a quella paterna, in concomitanza con la Festa della Donna e quella del Papà. Il titolo scelto è “Donne & Padri – un omaggio”. L’esposizione sarà visitabile dal 7 al 19 marzo. A questa rassegna prendono parte gli artisti: Federica Belloli, Gerhard Karl Bogner, Alvise Bon, GaeTano & Valentina, Ralf Neumüller e Simonetta Rossetto.

Federica Belloli è un medico. Si avvicina all’arte grazie a Rodolfo Guzzoni, amico e pittore, frequentando per anni il suo atelier e proseguendo la sua formazione artistica con workshops e corsi di pittura e ritrattistica. Dipingere ritratti è per questa artista un tributo alla vita, il fermo immagine di uno stato d’animo, è creare un ricordo emozionale. Il suo è un realismo quasi metafisico, dato da campiture e sfondi che rendono l’atmosfera irreale, in contrasto con la concretezza e l’intensità espressiva del soggetto. Del resto arte e medicina sono la percezione empatica di una stessa realtà, un incastro tra soggetti che fa combaciare sia ciò che è affine, sia ciò che manca. Federica Belloli vive e lavora a Milano. I suoi dipinti si possono trovare presso collezioni private di America, Europa e Asia.

Gerhard Karl Bogner vive e lavora a Linz e ha studiato all’Università di Arte e Disegno Industriale di Linz (Diploma 1977). Dal 1970 al 1997 ha collaborato con Beni Altmüller nello studio Altmüller-Bogner. Lavora nel campo dell’arte, dell’architettura, dell’interior design, dell’arredamento, degli accessori, dei gioielli, degli occhiali, della moda, del “design del divertimento”. Per Bogner l’arte dovrebbe agire come un attivatore, un enzima sull’organismo sociale, per indurre reazioni e comunicazione. Il design del divertimento è un argomento tanto quanto l’architettura, gli interni, le rappresentazioni teatrali, i dipinti, gli occhiali, i gioielli. La messa in rete delle discipline, dei materiali e dei punti di vista più diversi permette di far emergere aspetti nuovi e soprattutto evita l’idiozia della specializzazione.

Opere di Alvise Bon

La pittura di Alvise Bon ha il corpo umano come centro della sua ricerca, dal viso al resto, emergono note di un inconscio che nasconde un tormento, il suo viaggio è dalla materia allo spirito. I suoi ritratti sono una ricerca spasmodica, quasi ad afferrare in ogni volto qualcosa che è labile, sfuggente: riportano grida soffocate, disperate, identità represse che non riescono a liberarsi, fallimento, vittimismo, impotenza. Non utilizza tecniche di pittura tradizionali, ma usa il pennello come attrezzo della sua estrosità e il colore come frutto di alchimie e lacerazioni. L’artista deve molto in particolare a tre artisti, Guy Denning, Joshua Miels e Solly Smock, dei quali è un grandissimo estimatore e che l’anno ispirato e spinto a buttarsi nell’affascinante e competitivo Art-System.

Two is possible!? Tale frase-slogan, sintetizza al meglio la logica che sta alla base della loro attività artistica. L’adozione della “firma comune” GaeTano & Valentina, indica un rifiuto della distinzione dei ruoli e sancisce l’universalità di un agire. Le loro opere, figurativi che prendono voce da sfondi informali, vengono alla luce combinando diverse tecniche, come olio, acrilico, spray o grafite. Il fattore chiave della loro produzione artistica si trova nell’analisi del mondo contemporaneo e della condizione umana, intesa come cambiamento sociale, culturale, morale e spirituale. Nel 2010 fondano il gruppo Scenograph2art, come frutto dell’integrazione delle discipline artistiche, spaziando dalle arti visive alle arti applicate, in cui pittura e scenografia sono legate, l’una è conseguenza dell’altra.

Opere di Ralf Neumüller

I dipinti di Ralf Neumüller non sempre fanno riferimento a forme riconoscibili: i risultati sono decostruiti nella misura in cui il significato viene spostato e la possibile interpretazione diventa multiforme. Esaminando l’ambiguità e l’origine attraverso ripetizioni e variazioni, cerca di sviluppare forme che non seguono criteri logici, ma si basano solo su associazioni soggettive e paralleli formali, che incitano lo spettatore a creare nuove associazioni personali. Nascono dunque immagini a più livelli in cui viene messa in discussione la fragilità e l’instabilità della nostra apparentemente certa realtà. L’artista si è ultimamente specializzato nei ritratti ed in particolare in quelli raffiguranti personaggi storici o grandi artisti del passato: inconfondibile il suo uso del nero e l’incisività espressiva dei contorni.

Opere di Simonetta Rossetto

Simonetta Rossetto nasce a Roma. Pittrice autodidatta sin dalla tenera età respira in casa l’amore per l’arte pittorica, ma è da adolescente che si appassiona a questa disciplina grazie all’influenza del padre, artista poliedrico ed abile pittore anch’egli autodidatta. Trasferitasi già da lungo tempo a Treviso, decide di frequentare la Scuola Internazionale di Grafica dove affina le sue capacità tecniche. Significativamente attratta dalla rappresentazione figurativa in genere ed in particolare da quella umana, vera espressione di sentimento e di vita, dapprima affrontandola in maniera molto precisa quasi realistica attraverso la pittura ad olio, destrutturandosi poi con il passaggio all’acrilico rivolgendo dunque la sua attenzione all’arte figurativa astratta, frequentando lo studio del maestro Gianni Ambrogio e di Luisa Cogo.

La mostra sarà visitabile dal 7 al 19 marzo nella Galleria ARTtime di Vicolo Pulesi 6 a, Udine con il seguente orario: lunedì dalle 15:30 alle 19 e dal martedì al sabato dalle 9 alle 12:30 e dalle 15:30 alle 19. Ingresso libero.

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