Domenica su Rai3 il secondo episodio di Ho visto un Re

29 Gennaio 2021

“Ho visto un Re” torna sulla Terza Rete Rai con il secondo episodio, domenica 31 gennaio dalle 10 circa. Dopo essere stato presentato in anteprima la scorsa estate nell’ambito di “Cinema di famiglia”, festival itinerante organizzato dalla cooperativa Belka Media, il documentario in sei puntate che narra la permanenza in Fvg del Re d’Italia, è sbarcato in tv e sarà trasmesso tutte le domeniche fino al 7 marzo (fatta eccezione per il 7 febbraio). Gli episodi, inoltre, andranno in replica al mercoledì, su Rai3bis, canale 103 del dtt, sempre dalle 22 circa.

“Ho visto un Re”- prodotto da Belka Media e Raja Films, e realizzato con il sostegno del Fondo Audiovisivo Fvg, Fvg Film Fund – Friuli Venezia Giulia Film Commission e con la collaborazione della Cineteca del Friuli – è un documentario sulla Grande Guerra che, grazie alla puntuale regia di Massimo Garlatti-Costa e la consulenza storica di Giacomo Viola, narra una vicenda particolarmente significativa per il territorio: «Abbiamo utilizzato molto materiale originale – ha ricordato il regista -. Ci sono delle pellicole conservate nell’archivio della Cineteca del Friuli e degli scatti di alcuni importanti archivi fotografici: quello dei Civici Musei di Udine, della Gaspari Editore, dell’Istituto Friulano per la Storia del Movimento di Liberazione e dell’Österreichische Nationalbibliothek».

“Ho visto un Re” ci riporta al periodo fra il 1915 il 1917. In quegli anni Torreano di Martignacco, diventò centro politico e culturale, ospitando il Re d’Italia, Vittorio Emanuele III, e la sua corte. Il documento da cui parte la narrazione è il diario di guerra dell’aiutante di campo del Re, il colonnello, conte Francesco degli Azzoni Avogadro, attraverso il quale è possibile ripercorrere i momenti più significativi ma anche i più singolari e meno conosciuti della Prima Guerra Mondiale in Friuli. A raccontare la permanenza del sovrano sul territorio regionale tre voci narranti: Francesco Ursella, Roberto Piccini e Gianluigi Patruno.

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