Docu-film su YouTube dedicato ad Aldo Moro

27 Giugno 2020

UDINE. Lunedì 29 giugno alle 10.30 e alle 21, l’Istituto Friulano per la Storia del Movimento di Liberazione manderà in onda sul suo canale YouTube (IFSML Udine) il docu-reading “Aldo Moro. Una vita per la democrazia compiuta”. Testo teatrale di Salvatore Tomai e regia di Massimo Cimaglia, con Massimo Cimaglia (Aldo Moro) e Pierfrancesco Nacca (Il brigatista). Consulenza artistica e supervisione: Barbara Gizzi. Musiche: Andrea Paciletti, Alessandro d’Oronzo.

«Ci apprestiamo a chiudere questo lavoro – scrive tra l’altro Massimo Cimaglia nelle note di regia – al termine di un periodo che ha segnato criticamente la storia del mondo, una tragedia imprevista e mondiale che ci ha tenuti chiusi nelle nostre case e che lascerà segni consistenti sulla vita del nostro Paese. L’arte, il teatro, lo spettacolo dal vivo hanno subito un colpo incisivo e drammatico e ci vorrà molto tempo prima che gli artisti, le maestranze, gli operatori culturali possano tornare a fare il loro lavoro davanti al pubblico. In questa situazione è più che mai necessario direzionare il nostro lavoro verso un impegno civile di cui il Paese ha bisogno.

Il video che vi presentiamo nasce dal reading teatrale/mise en espace “Aldo Moro. Una vita per la democrazia compiuta”, che è stato rappresentato a Roma, a Taranto, a Torino, ma non coincide con lo spettacolo stesso. Il teatro, lo spettacolo dal vivo, non può essere rappresentato in uno schermo, filmato, consegnato ai monitor. Per questa ragione abbiamo pensato di creare qualcosa di nuovo, quello che abbiamo definito un Moro 2.0, un video che (mantenendo al centro lo spettacolo teatrale come un cuore pulsante) si avvalesse di un linguaggio diverso: quello della ricerca documentaria, dell’esperienza diretta di luoghi legati ad Aldo Moro che sono incisi nella memoria storica italiana: via Fani, via Caetani, via Montalcini, il cimitero di Torrita Tiberina.

Il filo conduttore del lavoro è un memoriale ideale di Aldo Moro (basato sugli scritti autografi relativi ai 55 giorni e su lettere, discorsi e articoli di giornale di quel periodo). Abbiamo così cercato di far vivere non solo la figura istituzionale dello statista rapito ma anche i suoi pensieri più intimi, la sua fragilità, i suoi dubbi di uomo. La scena teatrale, volutamente scarna e simbolica, distingue due spazi: una sorta di gabbia di legno che rappresenta il cubicolo della prigionia come luogo claustrofobico delimitato e senza vie di fuga e un tavolo in cui sono raccolti elementi passati alla storia come la Polaroid, la macchina da scrivere e il registratore delle Brigate Rosse.
Rispondendo alle domande del suo carceriere, Moro ripercorre la sua vita fin dagli inizi: rievocando i luoghi e gli ambienti della sua formazione intellettuale, umana e spirituale, indica le radici di quella visione di futuro, di quella “democrazia compiuta” che è l’utopia per cui egli si è messo in gioco come uomo pubblico e come cristiano, il fondamento di un laboratorio politico scaturito dall’analisi dei problemi reali e concreti della società italiana e le cui parole chiave erano dialogo, ascolto, inclusione, democrazia, partecipazione, bene comune.

Al percorso teatrale del reading si sono aggiunte delle immagini di repertorio di quegli anni e alcune riprese originali dei luoghi della vicenda. Questa chiave di lettura ci ha fatto scegliere una modalità di ripresa documentaristica con inquadrature vive e dinamiche».

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