Docenti a Casarsa per capire come “insegnare Pasolini”

22 Febbraio 2020

CASARSA. Erano 65 e per metà provengono da fuori regione, in particolare da Sardegna, Sicilia, Lazio, Toscana e Veneto, i docenti che si sono ritrovati per due giornate – venerdì e sabato – a Casarsa, per imparare come “Insegnare Pasolini”. Con il passare del tempo, il ruolo di Pasolini nella cultura del Novecento (non solo italiana) appare sempre più centrale. L’interesse nei suoi confronti riguarda oggi anche il mondo della scuola, ed è infatti ad esso, in particolari agli insegnanti di italiano delle scuole superiori, che hanno pensato di rivolgere il seminario di aggiornamento ospitato a palazzo Burovich, il Centro Studi Pier Paolo Pasolini e le case editrici Giunti Tvp-Treccani Editori.

L’obiettivo era illustrare alcune concrete modalità didattiche attraverso le quali trasmettere ai ragazzi un’adeguata conoscenza della produzione pasoliniana. Un invito a osare, nella convinzione che l’opera di questo autore possa costituire una porta di accesso – assai efficace e, in qualche misura, forse unica – alla cultura e alla letteratura del Novecento. Nel ruolo di relatori si sono alternati Giuseppe Iannaccone (che ha ricostruito il contesto in cui Pasolini ha operato), Luciano De Giusti (che ha tracciato una parabola del Pasolini cineasta), Roberto Carnero (che ha offerto un’ipotesi di “unità didattica” pasoliniana) e Mauro Novelli (che ha dato una lettura della “Ceneri di Gramsci” in relazione alla didattica della poesia contemporanea).

Sono stati accolti dalla sindaca di Casarsa Lavinia Clarotto e, per il Centro studi Pasolini, dal presidente Piero Colussi e dal consigliere del direttivo Francesco Colussi. Il seminario si è concluso con una visita guidata di Casa Colussi, sede del Centro studi.

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