Dipendenza da smartphone Test agli studenti friulani

8 Luglio 2020

UDINE. Gli studenti friulani, coordinati dall’associazione Mec – Media Educazione Comunità, rappresentano l’Italia in questa sfida europea, grazie al progetto YoungMob, promosso dall’università di Burgos, che ha come obiettivo la riduzione della dipendenza da smartphone nei giovani tra i 10 e i 15 anni. Tra i partner europei oltre all’Italia, rappresentata da Mec, ci sono Spagna, Portogallo e Slovenia.

Può sembrare un controsenso, ma l’obiettivo del progetto è quello di sviluppare un’applicazione che permetta a genitori ed educatori di rilevare il livello di dipendenza da smartphone. Lo scopo è anche quello di promuovere un utilizzo appropriato dello smartphone e dei dispositivi grazie a dei contenuti – suggerimenti, buone prassi, indicazioni tecniche – che aiutino la prevenzione della dipendenza.

Si è conclusa nel mese di giugno la prima fase delle attività, durante la quale sono state raccolte le riflessioni di esperti dei vari Paesi coinvolti rispetto al tema della dipendenza e dell’educazione ai media e sono stati intervistati insegnanti, ragazzi e genitori. L’associazione Mec ha intervistato insegnanti e organizzato un focus group genitori-ragazzi durante il quale i due target si sono confrontati, sollecitati dalle domande dei due formatori Maria Lipone e Gregorio Ceccone. L’associazione Mec ha inoltre messo a disposizione dei questionari online sul sito edumediacom.it. Dalle attività svolte e dalla somministrazione dei questionari sono stati raccolti dati e informazioni, che saranno presto oggetto di elaborazione e diffusione.

Tra gli elementi più interessanti dei questionari: Instagram e WhatsApp si confermano come le app più utilizzate non solo dai giovani ma anche dagli adulti; in generale i ragazzi utilizzano maggiormente lo smartphone per videogiocare con i propri amici, le ragazze usano Tik Tok e i social; lo smartphone non risulta essere per i ragazzi un luogo dove isolarsi ma dove socializzare; i genitori esprimono grande preoccupazione rispetto al tempo e al modo di utilizzo dello smartphone da parte dei figli, ma in molti dichiarano di non controllarne l’accesso; temono l’isolamento, la perdita di tempo, una maggior indolenza dei ragazzi e allo stesso tempo colgono maggior irrequietezza e nervosismo; i genitori ammettono di essere loro stessi dipendenti dallo smartphone, strumento attraverso cui passano tutte le attività significative della vita di ciascuno (lavoro, comunicazioni, relazioni amicali, etc.).

Gli insegnanti rilevano un problema di dipendenza e uso scorretto dello smartphone in particolare nella fascia dei ragazzi più giovani 10-13. Colgono con preoccupazione le conseguenze a livello didattico e relazionale della sovra esposizione agli schermi: minore capacità attentiva, maggiore irrequietezza e incapacità di stare con gli altri, isolamento, minore abilità di scrittura e lettura, minore coordinazione motoria. Tra i fattori di rischio della dipendenza emergono: la mancanza di stimoli e di alternative (sport, musica, partecipazione alla vita comunitaria), la mancanza di regole e controllo da parte dei genitori, un utilizzo eccessivo anche da parte degli adulti di riferimento, la solitudine, etc.

Da settembre verranno organizzate nuove attività e inizieranno i lavori di programmazione dell’App che consentiranno a genitori e ragazzi di monitorare e regolare il proprio utilizzo dello smartphone.

YoungMob ha bisogno di te!

Argomenti correlati:

Condividi questo articolo!