Dinamiche espressive, mostra alla Galleria Arttime di Udine

25 Novembre 2017

UDINE. La Galleria Arttime di Udine presenta la mostra d’arte dal titolo “Dinamiche espressive”, visitabile dal 25 novembre al 7 dicembre. Esporranno: Francesca Genghini Clerici, Patrick Bubna-Litic, Bella Pretiosa, Monika Binder, Christel Haag, Karl Vejnik, Christine Lejeune e Christine Stettner

La poliedrica e ironica personalità di Francesca Genghini Clerici si esprime nella continua ricerca di commistioni e sperimentazioni inedite che rimandano a una nuova prospettiva emotiva, dove il reale diventa simbolico e il funzionale diventa evocativo. L’artista forgia le proprie opere scultoree realizzando un riuso simbolico, in cui oggetti agricoli e industriali ormai dimenticati interpretano una nuova visione di coscienza, a testimonianza di un tempo lontano ricontestualizzato nel presente. Attraverso assemblaggi di rame, creta, ferro, legno, cemento, ottone, la metamorfosi di utensili desueti e scarti di produzione si compie nella sua totalità, ispirata da echi letterari e dall’avanguardia artistica del maestro Urano Palma. Grazie ad un riuso originale e mai scontato l’opera d’arte assume così significati inediti che liberano l’oggetto dal contesto abitudinario per elevarlo oltre il tempo.

I dipinti astratti di Patrick Bubna-Litic sono pieni di luminosità; esprimono la gioia della vita, la passione e la pace della mente e anche la dolce malinconia. L’artista usa moderatamente i colori bianco e nero. Preferisce colori ricchi, simbolici e per lo più non mixati; ottiene le sue immagini in modo molto colorato ma non radicalmente nel senso di Hermann Nitsch. È riconoscibilmente più mite nell’uso delle melodie rispetto al suo maestro, cioè il suo lavoro è più moderato, meno esplosivo e molto meno bellicoso, non facendo affidamento solo sulla potenza. Patrick Bubna-Litic scruta le sue opere con cura e devozione. Il suo blu rappresenta il cielo e il mare, i suoi toni delicati di giallo e oro simboleggiano la spiritualità e la luce del sole, il suo colore preferito rosso sta per il fuoco della passione e l’amore che brucia in ogni essere umano, possedendo un cuore. Blu, giallo e rosso sono dunque i colori di base del pittore, gli stessi dell’immenso Gustav Klimt o di Bartolomeo Altomonte negli affreschi del soffitto della biblioteca abbaziale di Admont.

Bella Pretiosa nutre molta empatia per i suoi lavori, i quali riflettono la creatività e la sensualità. Sono opere colorate e significative, molte persone sono attratte dal godimento dell’arte e da un lavoro straordinario. La sua arte è liberazione. Il tempo e lo spazio sono eterni, senza inizio né fine. Il suo scopo è di portare l’arte dall’interno all’esterno, per astrarre il cliché artistico. Con nonchalance, l’anima del quadro si sviluppa. Bella Pretiosa è stata in grado di sviluppare individualmente il proprio stile; ha scoperto presto la sua passione per la pittura ad olio: uno dei suoi grandi idoli è Egon Schiele, eppure non si mette a dipingere come lui, ma la visione della nudità della gente l’ha molto influenzata. Dipinge l’essenza delle persone, le impressioni del momento. Con la sua arte Bella Pretiosa vuole mostrare ironicamente la realtà al pubblico.

Monika Binder è nata a Leoben. Dopo gli studi superiori a Judenburg ha studiato Storia dell’arte presso l’Università Karl Franzens di Graz. Dal 1999 è membro dello Styrian Kunstverein Werkbund. Il suo approccio centrale è il paesaggio, per cui cerca di trasformare la somiglianza mimetica nelle leggi proprie della successiva “realtà artistica”. I dipinti di Monika Binder mostrano i paesaggi delle anime, tra cui, ad esempio, i fiori o gli alberi, ma anche la costa marina con le loro barche o la laguna solitaria, tutte queste immagini sono destinate a innescare i sentimenti dello spettatore. Quando queste visioni suscitano sensazioni come desiderio, malinconia, gioia o disperazione nell’osservatore e questo riflette i propri sentimenti, allora la pittrice ha raggiunto il suo obiettivo. Una frase dell’artista è fondamentale per comprenderne a fondo la filosofia «Se ti soffermi davanti alle mie opere più a lungo e scopri ancora qualcosa di nuovo, allora ho colto nel segno».

Christel Haag è un’artista astratta autodidatta che ha viaggiato molto, trascorrendo diversi anni in Italia, Australia, Nuova Zelanda e Singapore. Oggi vive e lavora a Monaco, in Germania. In precedenza ha lavorato come istruttrice, consulente per studenti stranieri e come responsabile delle pubbliche relazioni nelle università in Germania. Nel 2002 ha deciso di seguire il suo cuore e dedicare più tempo allo sviluppo delle sue capacità creative. Christel Haag ha una profonda passione per la creazione artistica astratta: la natura ispira e guida il suo lavoro mentre le molte impressioni meravigliose che porta a casa dai suoi viaggi spesso appaiono in forma astratta nei suoi dipinti. L’artista esprime anche l’umore e il sentimento di un particolare momento nel tempo. È prima di tutto la gioia della pittura, dei colori, del processo creativo stesso e dell’energia dell’essere che guida la sua creazione artistica.

Karl Vejnik rappresenta tutto tranne il concettualmente troppo semplice. «Non riconosco ciò che è nato da me nella culla» afferma il pittore austriaco. Il suo è un atteggiamento privo di condizionamenti nei confronti della storicamente accertata brutalità della scena politica e religiosa, secondo l’artista tutto ruota attorno a concetti come dissimulazione, virtù e peccato. Per Vejnik una vita senza ricerca di sé non varrebbe la pena di essere vissuta. Il modo in cui vede le cose è sempre una questione di distanza. Nel suo ciclo di opere più recenti “Intorno a noi e in noi”, l’artista fa riferimento principalmente al lavoro filosofico pubblicato da Friedrich Nietzsche nel 1881 Aurora. Pensieri sui pregiudizi morali. Riflessioni dedicate al tema della moralità, l’emergere e la pretesa di verità delle dottrine morali e religiose nella società.

L’ispirazione per i dipinti di Christine Lejeune viene dalla vita. Una foto, un’idea, un ritaglio di giornale, quindi il terreno fertile per l’espressione pittorica comincia a riempirsi di immaginazione, che può anche essere riconosciuta nelle sue opere. Dopo una fase di studio e abbozzo, il processo generativo segue il modus operandi del pittore. L’artista spiega «Lavoro con colori materici, spesso partendo da linee, aree che sono parzialmente raschiate via e sfumate fino ritrovare lì la giusta ragione per dipingere, da quel punto intendo partire e focalizzarmi sul tema specifico. Una tela bianca non è mai abbastanza». È una pittura sofisticata con linee ed elementi grafici piuttosto spigolosi e che sottolineano le direttrici, presentate dalla densità coloristica necessaria; il soggetto dell’opera viene raccontato in modo quasi giocoso. L’artista si integra continuamente, torna spesso su soggetti già trattati e lo fa aggiungendo sempre nuovi spunti, sperimentazioni e contaminazioni.

La pittura per Christine Stettner è un mondo di colori, forme, suoni e linguaggio. Le sue opere parlano di relazioni interpersonali, percezioni, esperienze e domande inespresse. La libertà e l’indipendenza sono per l’artista valori che si manifestano attraverso diverse possibilità espressive, si tratta di un’interazione tra soggetto e tecnica. Christine Stettner sperimenta, ma anche consapevolmente mette un’idea al servizio della tecnologia appropriata. La pittrice ama profondamente la vita e la sua pittura rispecchia quello che lei stessa definisce «un meraviglioso equilibrio paritario tra testa, mano, stomaco e piede».

La mostra sarà visitabile dal 25 novembre al 7 dicembre in Vicolo Pulesi, 6 a Udine con il seguente orario: lunedì dalle 16.30 alle 19.00 e dal martedì al sabato dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 16.30 alle 19.

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