Dibattito con Yasmina Khadra su Religione e terrorismo

7 Marzo 2016

PORDENONE. “Per chi semina terrore il Corano è solo un pretesto”. Sono parole di Yasmina Khadra, che sottolinea poi come gli atti terroristici succedutisi in Occidente siano opera di “individui che seguono un’ideologia settaria, che non rappresenta la religione musulmana”. Dalla voce di chi ben conosce il fondamentalismo, un monito a non identificare il terrorismo pseudo-religioso con l’Islam. Ma come nasce l’uso distorto della religione che caratterizza il cosiddetto islamismo radicale? Quali riferimenti ideologici ci sono dietro la radicalizzazione di tanti giovani, sia arabi che europei? E come rispondere alla violenta messa in discussione dei valori occidentali da parte dei fondamentalisti?”. Di questo discuteranno domani, martedì 8 marzo, alle 20.45, nel convento di San Francesco (ingresso libero) a Pordenone per il sesto appuntamento con Dedica, il protagonista del festival Yasmina Khadra, Renzo Guolo e Paolo Branca, fra i maggiori specialisti del mondo musulmano e del fondamentalismo islamista. Condurrà la conversazione il giornalista Alessandro Mezzena Lona.

Khadra all'inaugurazione (Foto Luca d'Agostino/Phocus Agency)

Khadra all’inaugurazione (Foto Luca d’Agostino/Phocus Agency)

In apertura di serata, una novità: Yasmina Khadra riceverà il Premio FriulAdria “Una vita per la scrittura”, riconoscimento organizzato dalla banca in collaborazione con l’Associazione Thesis, che sarà consegnato dal direttore generale dell’istituto di credito main sponsor del Festival, Roberto Ghisellini. L’istituzione del premio e la collaborazione con il festival, fortemente voluto da FriulAdria-Crédit Agricole, sono il frutto del modo di operare che caratterizza la banca, il cui sostegno alle più importanti espressioni culturali delle regioni in cui opera si concretizza non solo sotto l’aspetto economico ma anche attraverso un originale apporto creativo e progettuale.

Renzo Guolo insegna Sociologia dell’Islam all’Università di Padova e collabora con numerose riviste di analisi politica e culturale, tra cui liMes e il Mulino. E’ inoltre editorialista de “la Repubblica” e dei quotidiani locali del Gruppo Espresso. Tra le sue pubblicazioni: L’ultima utopia. Gli jihadisti europei (Guerini, 2015); Chi impugna la croce (Laterza, 2011) e Generazione del fronte (Guerini, 2008).

Paolo Branca è docente di Lingua e Letteratura Araba e di Islamistica all’Università Cattolica di Milano. Specializzato nelle problematiche del rapporto Islam-mondo moderno ha pubblicato tra l’altro I musulmani (Il Mulino, Bologna 2000), Il Corano (Il Mulino, Bologna 2001), Yalla Italia! Le vere sfide dell’integrazione di arabi e musulmani nel nostro Paese (Edizioni Lavoro, Roma 2007) e, con Barbara de Poli e Patrizia Zanella, Il sorriso della Mezzaluna (Carocci, Roma 2011. Ha anche tradotto il romanzo del premio Nobel egiziano Nagib Mahfuz, Vicolo del Mortaio (Milano, Feltrinelli, 1989).

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