Dialogo su un “manicomio di frontiera” (Parco Basaglia Go)

25 Agosto 2020

Giuseppina Scavuzzo

TRIESTE. Dopo l’incontro dedicato al tema delle energie rinnovabili, che ha aperto domenica scorsa il ciclo di appuntamenti targati Università di Trieste per il Science in the City Festival di Esof2020, giovedì 27 agosto alle 19 in Stazione Rogers (Riva Grumula 14) sarà presentato il libro “Riparare l’umano. Lezioni da un manicomio di frontiera”, edito da Letteraventidue. I curatori del libro, Giuseppina Scavuzzo – professoressa di Composizione architettonica (Units) e Sergio Maffei – professore di Restauro (Units), dialogheranno insieme ai due autori del libro, gli architetti Raul Pantaleo e Laura Candelpergher (Tam Associati), a Luca Merlini – professore emerito di architettura dell’Ecole Nationale Supérieure de Paris-Malaquais e agli architetti Marco Terranova e Benedetta Rodighiero (StudioLemur). Con loro anche Raoul Kirchmayr, professore di architettura (Units) e Pompeo Martelli, direttore del Museo Laboratorio della Mente di Roma.

Partendo dal doppio significato che il verbo riparare ha in italiano, aggiustare e proteggere, in questo libro, che nasce da un workshop di progettazione con gli studenti di architettura dell’Università di Trieste sul parco Basaglia di Gorizia, ex sede dell’Ospedale psichiatrico provinciale, sono messe a confronto architettura e psichiatria nella loro sintesi: l’ex manicomio, luogo che ha accolto i malati mentali per proteggerli dalla società e al tempo stesso per proteggere la società da questi pazienti. Il confronto tra architettura e psichiatria diventa indispensabile per pensare al riuso dell’Ospedale psichiatrico provinciale di Gorizia in cui, nel 1961, nasce la battaglia per i diritti delle persone con disturbi mentali che mise al bando, con la legge Basaglia del 1978, una tipologia architettonica (quella dell’ospedale psichiatrico) divenuta simbolo della negazione di quei diritti.

La storia di questo ospedale è marginale per antonomasia – uno dei suoi bordi coincide con il confine di stato – e al tempo stesso al centro di travagliati incroci di culture, identità e lingue. Un luogo emblematico della complessità del contemporaneo, proposto alla riflessione di più saperi e diverse pratiche progettuali. Durante l’incontro sarà possibile visitare una piccola esposizione dei modelli degli studenti del corso di laurea in Architettura, risultato delle esperienze didattiche e di ricerca intorno al riuso del Parco Basaglia di Gorizia.

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