Dal “difendersi dagli altri” a “cura dello stare insieme”

9 Maggio 2019

UDINE. “Sicurezza” è una parola che oggi evoca paura, chiusura, allarme sociale, tanto usata, quando non abusata, anche nel vocabolario della politica e dei mass media. “Sicurezza” è anche il titolo del saggio scritto a quattro mani da Mauro Cereghini e Michele Nardelli, per i tipi delle Edizioni Messaggero Padova, che sarà presentato dagli autori domani, venerdì 10 maggio, alle 18, al Caffè Caucigh di Udine. L’appuntamento – organizzato dal Patto per l’Autonomia e dalla Comunità di Udine del Patto per l’Autonomia – sarà introdotto dal segretario del partito, Massimo Moretuzzo. L’ingresso è libero e gratuito.

Nel Novecento, il secolo di Auschwitz, di due guerre mondiali con milioni di morti e della prima bomba atomica, la sicurezza non era quell’ossessione che oggi offusca lo sguardo. In un presente pieno di insidie, l’incertezza si tramuta in paura e la paura in aggressività. Il volume di Cereghini – ricercatore e formatore sui temi della pace, della mediazione e della cooperazione internazionale, già direttore dell’Osservatorio Balcani e Caucaso – e Nardelli – saggista, dirigente politico, ricercatore sui temi della pace, presidente del Forum trentino per la pace e i diritti umani – propone un cambio di paradigma, un nuovo umanesimo capace di far propria la cultura del limite e la forza della nonviolenza. Queste pagine invitano, infatti, a ripensare il significato della parola “sicurezza”, liberandola dallo stereotipo che l’associa alla difesa e all’esclusione, cogliendo invece la domanda intima e profonda che le soggiace: quella del prendersi cura. Per Cereghini e Nardelli occorre cioè trasformare l’idea di sicurezza, passando dal concetto di “difesa dagli altri”, richiamato spesso dall’immagine dello “scontro di civiltà”, a quello di “cura dello stare assieme”.

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