Curva, Festività e vaccini

25 Novembre 2020

TRIESTE. La periodica analisi della pandemia da parte del dottor Fulvio Zorzut, epidemiologo triestino, stavolta si sofferma – dopo aver analizzato i dati più recenti – su come si potrebbero presentare le imminenti Festività e sulle caratteristiche essenziali dei vaccini annunciati in dirittura d’arrivo.

”L’incidenza dei nuovi casi di positività sembra si stia stabilizzando. I numeri dicono che la curva dei contagi, dopo aver rallentato da più di una settimana, da ieri mostra che i casi giornalieri hanno iniziato a diminuire, indicando che probabilmente si è raggiunto il picco, al quale seguirà il plateau. I decessi sono ancora elevati, ma sono in ritardo di circa 20-30 giorni rispetto all’incremento dei positivi.

A oggi non possiamo dire se questo andamento sarà duraturo, ma le ’restrizioni a colori’ stanno funzionando, almeno parzialmente. Alcune regioni stanno ampliando autonomamente la stretta proprio per frenare la crescita dell’epidemia e quindi il collasso degli ospedali.

Ma la notizia è che i segnali positivi ci sono. Per ora l’infezione sembra concentrata nei giovani adulti e adolescenti e i decessi nei grandi anziani. A diffondere di più il virus sono gli asintomatici. Calano i ricoveri in terapia intensiva. L’Rt nazionale è in diminuzione, a 1,18 mentre quello della nostra regione è 1,29, sempre troppo alto e venerdì 27 sapremo se passeremo in zona rossa. Da noi va male il Friuli, in particolare la Carnia e alcune località dell’Isontino, cosa che ha richiesto l’adozione da parte della Regione di ulteriori misure restrittive mirate, anticipando le eventuali mosse del Governo.

Non essendoci terapie certamente efficaci e mancando nel prossimo futuro un vaccino anti-Coronavirus ampiamente disponibile, l’effetto gregge – che richiede al minimo un tasso di copertura del 70% – è irrealizzabile per parecchi mesi, per cui le misure di mitigazione o di restrizione dei contatti interpersonali rimangono l’unico strumento. Considerato che l’epidemia influenzale deve ancora arrivare a metà dicembre.

NATALE, CAPODANNO E SHOPPING
Saremo liberi a Natale e per Capodanno? Molto probabile; non certamente dal Covid, ma dal lockdown e non per ragioni epidemiologiche, ma economiche e sociali. Infatti, nel periodo dall’inizio di dicembre a Natale moltissime attività commerciali, turistiche e produttive fanno il 50% del loro fatturato. Tenerli chiusi è quasi impensabile. Per non parlare delle vacanze sulla neve, impianti di risalita, scuole sci, rifugi, alberghi ecc, e il relativo indotto. Una chiusura in tal senso deve essere concordata con Austria, Svizzera e Francia, per evitare lo sci transfrontaliero.

L’allentamento comunque sarà inevitabile per attenuare la pressione psicologica su una popolazione sotto stress da febbraio. I rossi, gli arancioni e i gialli sbiadiranno in un colore unico, politico, per consentire lo shopping e la convivialità natalizia. I cenoni, i veglioni, le tombolate saranno proibiti, ma sappiamo che avverranno ugualmente in moltissime case private. La Befana non solo porterà via le feste, ma ci regalerà il carbone dello yo-yo degli allentamenti e delle restrizioni perché, la fuori il virus continuerà a circolare. Un segnale di speranza concreta e probabilmente risolutiva è rappresentato dall’imminente arrivo, sotto l’albero, dei 3 vaccini Pfizer, Moderna e Astrazeneca. Ci vorrà del tempo, però.

VACCINI, UNA STRENNA NATALIZIA?
Alcuni vaccini stanno per essere autorizzati a tempo di record. Un evento epocale merito del network scientifico e farmaceutico internazionale. La loro realizzazione in 10 mesi, invece dei 24-36 previsti, è sorprendente. Ce ne sono tre: Pfizer e Moderna a mRna e Astrazeneca con Adenovirus modificato con protetine spike like coronavirus sull’envelope.

1. Pfizer sembra il più limitato per logistica (-80°C) ed efficacia (90% ora diventato del 95%) e necessita di 2 dosi. Quello di Moderna si conserva a -20°C (2-8°C per 30 gg) con efficacia del 94,5% e 2 dosi. Entrambi sono ottenuti per la prima volta nella storia con una tecnica genica inedita. Il principio è che mRna entra nelle cellule, si impossessa dei ribosomi e comincia a sintetizzare proteine Spike simili che poi vengono esposte sulla superficie delle cellule e stimolano gli anticorpi linfociti B e linfociti T della memoria immunitaria.
2. Astrazeneca-Oxford invece è il più tradizionale, con tecnica di ingegneria genetica già nota, in cui sull’involucro di un Adenovirus attenuato di scimpanzè ci sono le proteine Spike. Ovviamente non è infettante e stimola direttamente il sistema immunitario. Efficacia del 90%. Temperatura di conservazione tra i -4 e gli -8°C. Sono necessarie 2 dosi (1 mezza e seconda intera).

Costo e quantità. Pfizer 15-20 dollari dose x 2 – 1,3 miliardi di dosi; Moderna 30 dollari dose x 2 – 1 miliardo di dosi; Oxford Astrazeneca 2-4 dollari a dose (senza guadagno) – 3 miliardi di dosi.

UNA CONSIDERAZIONE
Le recenti, ventilate proposte come Il patentino vaccinale per poter fare una vita normale o l’obbligo vaccinico per 60 milioni di italiani appartengono a un futuro distopico improponibile perché scaricherebbe sulle Aziende sanitarie un enorme lavoro non gestibile, socialmente odioso in quanto diverrebbero organi di sanzionamento di massa. Inoltre questa strategia esporrebbe a contenziosi legali senza fine, senza contare le migliaia di cause risarcitorie per possibili danni, veri o presunti. L’obbligo delle vaccinazioni dell’infanzia docet.

ANTICORPI MONOCLONALI
Ultima nota sugli anticorpi monoclonali, utili a ridurre la carica virale, rappresentano certamente un conquista importante, ma solo per la gestione di una emergenza clinica salvavita, non certo per un impiego di massa, avendo comunque un costo molto maggiore dei vaccini”.

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