Curare gli animali domestici in certi casi costerà di meno

22 Dicembre 2020

ROMA. “Costerà meno curare gli animali domestici, per cui oggi devono essere usati farmaci specifici, che costano molto di più di quelli umani. Su prescrizione veterinaria si potranno somministrare anche farmaci equivalenti a uso umano di uguale efficacia ma più economici. In un momento di crisi abbiamo pensato ai milioni di persone in Italia, famiglie ma anche volontari, che accudiscono e accolgono cani, gatti e altri animali d’affezione, che hanno bisogno di cure veterinarie dai costi spesso esosi. Ci sono tante priorità, ma ciò non toglie che in casa la compagnia e l’affetto di un piccolo amico siano un grande sollievo per molte persone: per questo sono soddisfatta dell’approvazione dell’emendamento della collega Patrizia Prestipino, che ho sottoscritto con convinzione”.

Lo rende noto la presidente della commissione Lavoro a Montecitorio Debora Serracchiani, dopo che la commissione Bilancio della Camera ha accolto una norma che permette di somministrare agli animali domestici i farmaci che hanno lo stesso principio attivo di quelli utilizzati per gli esseri umani. “Sono state ascoltare le associazioni animaliste – spiega Serracchiani –, ma soprattutto si è preso atto di una realtà sociale ed è stata recepita una sensibilità diffusa nei confronti degli animali che vivono assieme a noi, e le esigenze di chi combatte a titolo di volontariato fenomeni come l’abbandono e il randagismo”.

La nuova norma, da cui non derivano “nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica”, prevede che il ministro della Salute, sentita l’Agenzia del farmaco (Aifa), emani un decreto entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della legge, per definire i casi in cui il veterinario può prescrivere per la cura degli animali domestici un medicinale per uso umano, fermo restando il principio dell’uso prioritario di medicinali veterinari per il trattamento delle affezioni delle specie animali. Aifa potrà sospendere l’utilizzo del medicinale a uso umano per il trattamento delle affezioni animali, “al fine di prevenire situazioni di carenze del medicinale per uso umano” e il costo dei medicinali prescritti resterà “in ogni caso a carico dell’acquirente a prescindere dal loro regime di classificazione”.

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