Cosa è l’Operetta senza il can-can di Offenbach?

4 Aprile 2019

UDINE. È il momento dell’operetta al Teatro Nuovo Giovanni da Udine: per l’ultimo appuntamento della rassegna “Operette e altri incanti”, sabato 6 aprile con inizio alle 20.45, va in scena Orfeo all’Inferno di Jacques Offenbach nel nuovo allestimento della Compagnia Teatro Musica Novecento, con la regia di Alessandro Brachetti e musica eseguita dal vivo dall’Orchestra “Cantieri d’Arte” diretta da Stefano Giaroli.

Rappresentato per la prima volta nel 1858 al Théâtre des Bouffes-Parisiens, Orfeo all’Inferno è passato alla storia per i suoi audaci can can e la pungente ironia ed è tuttora particolarmente apprezzato per la straripante invenzione comica, lirica e musicale; ad esaltarne la bellezza, il ritmo travolgente del brano più famoso di Offenbach, quello scatenato galop infernale che, fra alzate di gonne e maliziose rivelazioni, ha acceso la fantasia di un pubblico entusiasta nel secondo Ottocento e ancor oggi ci regala tutta la joie de vivre di un’epoca impossibile da dimenticare.

La trama rivisita con ironia e divertimento il mito greco: sulla scena, Orfeo ed Euridice devono far fronte a un ménage ormai noioso; lei non sopporta più la musica che il marito le propina ed è diventata l’amante del pastore Aristeo (in realtà Plutone travestito), lui non vede l’ora di perdere di vista la consorte. Come nella versione classica, Euridice scende nel regno degli Inferi per volere di Plutone, dove fra danze sfrenate trova anche un nuovo amor “divino”… quale sorte l’attende? E soprattutto, ritornerà nel mondo dei vivi con l’amato/odiato marito?

Con Orfeo all’Inferno, Jacques Offenbach non solo fa dono all’arsenale del teatro musicale della più efficace e visceralmente coinvolgente arma espressiva a sua disposizione (il can can), ma catapulta – con la leggerezza dei veri maestri – la neonata operetta nel nobile solco tracciato da Aristofane e Plauto. Gli Dei – i potenti – condividono le stesse debolezze e contraddizioni delle masse e, come uno specchio magnificante, ce le restituiscono in una sublime chiave parossistica. Nel presentare gli dei dell’Olimpo come meschini e ridicoli personaggi, Offenbach dona all’opera un sapore che a parte del pubblico borghese dell’epoca poté apparire addirittura scandaloso e dissacrante, ma a molti fu anche chiaro come, sotto la farsa, si celasse una geniale corrosiva satira del Potere e della nuova “nobiltà” borghese di Napoleone III.

Fondata nel 1995 a Reggio Emilia ad opera di un gruppo di cantanti e attori con una ricca esperienza in campo teatrale e operettistico, la Compagnia Teatro Musica Novecento è una delle più famose e importanti compagnie d’operetta italiane. Sin dalla sua prima produzione, La vedova allegra, ha riscosso calorosissimi consensi esibendosi in importanti festival e teatri italiani. Non c’è capolavoro del genere che la Compagnia non abbia inserito nel proprio ricchissimo repertorio stupendo piacevolmente critica e pubblico per la sua vena innovativa e un poco dissacrante. Dal 2012 regista e primo attore comico della Compagnia è Alessandro Brachetti, attore e cantante diplomato con merito alla Bernstein School of Musical Theater di Bologna. Elemento distintivo della Compagnia è la musica dal vivo: Teatro Musica Novecento è infatti una delle pochissime compagnie d’Operetta in Italia che può vantare la presenza dell’orchestra dal vivo in ogni suo spettacolo, grazie alla stretta collaborazione con l’Orchestra Cantieri d’Arte.

Biglietteria del Teatro Nuovo Giovanni da Udine aperta dalle 16 alle 19. L’acquisto dei biglietti è possibile anche online su www.teatroudine.it e www.vivaticket.it, nei punti vivaticket. Per info: tel. 0432 248418 e biglietteria@teatroudine.it. Previste speciali riduzioni per i possessori della G-Teatrocard.

Condividi questo articolo!