Corso “FVG nel secondo dopoguerra”: ottava lezione

11 Aprile 2016

UDINE. Martedì 12 aprile, dalle ore 15.30 alle ore 17.30, nell’Aula Magna del Liceo Scientifico “N. Copernico” di Udine, in via Planis 25, si svolgerà l’OTTAVA LEZIONE del Corso di aggiornamento per docenti sulla storia della Regione Friuli Venezia Giulia nel secondo dopoguerra. La lezione è aperta a tutti i cittadini interessati.

Due gli interventi. Prof. Gorazd Bajc (università degli Studi di Maribor, Slovenia; Biblioteca Nazionale slovena e degli Studi di Trieste, Storia ed Etnografia), Da ‘problema’ a opportunità per la Regione Friuli Venezia Giulia. Gli sloveni in Italia dal dopoguerra a oggi. L’intervento presenterà le questioni principali sulla storia della minoranza slovena in Italia. Dopo un breve introduzione sul contesto storico, che prenderà spunto dai rapporti difficili tra l’Italia e la Jugoslavia dopo la Prima guerra mondiale, il relatore si soffermerà sulle caratteristiche della minoranza dopo il 1945 (il periodo “difficile” fino al Memorandum di Londra 1954; gli anni Sessanta con le speranze in un’autonomia della Regione; gli anni Settanta e l’ultimo problema – trovare quella via verso Osimo, che però “sacrificò” la minoranza; gli anni prima e dopo il crollo dei sistemi dell’Est quando si sgretola anche il “sistema” interno della minoranza; le speranze e le delusioni intorno alla legge 38/2001; l’ultimo “disgelo” con l’entrata della Slovenia nell’EU 2004 e con la “rivoluzione” di Shengen del 2008 lungo il confine giuliano-sloveno; da una pace dall’alto – il “concerto della pace” del 2010 con i tre presidenti (Napolitano, Türk e Josipović) – a una convivenza dal basso; le sfide per il futuro: nelle file della minoranza stessa e insieme alla Regione.

Dott. Luciano Santin (giornalista). L’informazione, la stampa, il ruolo della Rai in Regione nel secondo dopoguerra. L’esposizione percorrerà brevemente lo stretto intreccio che si ebbe dopo il ’45 tra l’informazione regionale e la complicata politica di confine dell’Italia repubblicana, condizionata anche dall’attenzione occidentale sulla cortina di ferro. La tesi, sostenuta da dati e aneddoti, è che qui il conflitto (o almeno il clima bellico) è perdurato molto più a lungo, con tutte le conseguenze del caso.

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