Confini dopo la guerra: la difesa dell’italianità

4 Aprile 2016

UDINE. Martedì 5 aprile alle 16.30 nell’Aula 7 di Palazzo Antonini-Cernazai, in via Petracco 8, a Udine, sarà presentato il volume “La difesa dell’Italianità. L’Ufficio per le zone di confine a Bolzano, Trento e Trieste (1945-1954)”, a cura di Diego D’Amelio, Andrea di Michele, Giorgio Mezzalira pubblicato da Il Mulino nel 2015. L’incontro è organizzato dal Dipartimento di Studi Umanistici e del Patrimonio culturale dell’Università di Udine in collaborazione con l’Istituto Friulano per la Storia del Movimento di Liberazione. Interverrà l’autore Diego D’Amelio, ricercatore dell’Istituto storico italo-germanico di Trento (Fondazione Bruno Kessler) e direttore della rivista Qualestoria, edita dall’Istituto Regionale per la Storia del Movimento di Liberazione nel Friuli Venezia Giulia di Trieste.

L’Ufficio per le zone di confine (Uzc), attivo dal 1947 al 1954 sotto la responsabilità politica del giovane sottosegretario alla Presidenza del consiglio Giulio Andreotti, rappresenta una fonte di assoluto rilievo per comprendere la storia delle aree italiane di frontiera, nella fase di transizione del secondo dopoguerra. L’Ufficio fu infatti il laboratorio in cui si studiarono le politiche relative alle regioni di confine e il terminale incaricato di applicarvi le strategie del governo. L’Uzc operò in contesti complessi come quelli dell’Alto Adige e della Venezia Giulia, connotati dall’emergere di questioni che mettevano in discussione la stessa sovranità italiana su quei territori. Sulla base dello studio della documentazione dell’Ufficio, recentemente riordinata e messa a disposizione dall’Archivio della Presidenza del consiglio, le ricerche proposte – di studiosi di lingua italiana, tedesca e slovena provenienti dalle rispettive aree di confine – permettono di evidenziare similitudini e divergenze delle scelte di Roma nella «difesa dell’italianità» delle frontiere.

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