Conferenza Basaglia online Incontro su ‘chi non ci sente’

11 Maggio 2022

«Il linguaggio è una tecnologia che rivela il mondo: le parole sono fiammelle che accostiamo all’indicibile per farlo apparire, come se la realtà fosse scritta in inchiostro simpatico, e quando non ci sono le parole, sono i gesti a rendere possibile questa traduzione. Forse è per questo che ho cercato di imparare ad usarle: al silenzio e all’ombra bianca che avanza, io ho opposto pagine scritte e i miei genitori una corda vocale stanca. A volte ci siamo fatti malissimo, ma lo sforzo è stato capirsi».

Sono alcune delle parole con cui Claudia Durastanti nel romanzo “La straniera” (La nave di Teseo) parla del rapporto con i suoi genitori sordi e del suo tentativo di trovare efficaci canali di comunicazione, dal momento che entrambi si rifiutavano di utilizzare la lingua dei segni; della fatica ma anche della bellezza, che avrebbe poi ritrovato nel lavoro di traduttrice, di farsi loro interprete; delle molte radici dovute ai numerosi luoghi simboli e geografici attraversati; nel corso della sua vita; di una formazione che ha inevitabilmente risentito della diversità fisica dei suoi genitori e della classe sociale d’appartenenza.

I diritti delle persone con disabilità, specialmente se donne, e il possibile ruolo della comunità nell’accompagnare le famiglie di chi rischia di restare escluso dai contesti sociali, educativi e produttivi, saranno al centro dell’appuntamento mensile con la lettura promosso da Conferenza Basaglia giovedì 12 maggio alle 18 tramite Zoom (per partecipare inviare una mail a copersamm@gmail.com) e diretta Facebook (https://www.facebook.com/conferenzabasaglia/).

Con Claudia Durastanti, vincitrice con il suo romanzo d’esordio “Un giorno verrò a lanciare sassi alla tua finestra” (2010) del Premio Mondello Giovani e del Premio Castiglioncello Opera Prima e finalista con “La straniera” al Premio Strega 2019, converseranno Francesco Russo, già relatore al Senato della legge sulla lingua dei segni, e Agnese Baini, esperta di comunicazione e appassionata di libri, che ha da poco terminato un Master alla Sissa con un lavoro su come la salute mentale viene rappresentata nella narrativa.

L’incontro nasce nell’ambito di “Testi/Pretesti”, un progetto finanziato dalla Regione Fvg, attraverso il quale si intende promuovere momenti di confronto sulle buone pratiche nella salute mentale, sulle politiche attive di tutela del benessere generale dei cittadini e sulle criticità che oggi abbiamo di fronte, sapendo che la pandemia ci ha reso tutti consapevoli della centralità del bene salute e del fatto che nessuno si salva da solo.

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