Una commedia poco nota di Goldoni al Teatro Nuovo

5 Marzo 2017

UDINE. Una Venezia livida, bagnata dalla pioggia, dove le calli lasciano il posto a una rete di passerelle sospese su un’acqua alta limacciosa, che non colora ma uccide la luce: è questa la “città” che fa da sfondo alle Donne gelose di Carlo Goldoni in scena al Teatro Nuovo Giovanni da Udine da martedì 7 a giovedì 9 marzo sempre con inizio alle 20.45. In questo appludito allestimento – una produzione del Piccolo Teatro di Milano – il regista Giorgio Sangati interpreta una delle opere meno frequentate del grande commediografo veneziano, correggendo qualche luogo comune e imprimendo la sua visione su una commedia a tratti amara. “Questa, Lettor carissimo, è una Commedia veneziana, venezianissima…”, scriveva Goldoni nella prefazione del suo primo testo teatrale scritto interamente in dialetto, messo in scena nel 1752.

Venezianissime Le donne gelose lo saranno anche sul palcoscenico del Giovanni da Udine, visto che la commedia sarà proposta in dialetto con sovratitoli in italiano. L’ambiente è il sestiere ristretto e meschino di una città che è di per sé un mondo separato dal mondo, eppure tutto sembra scritto per noi. La crisi morde, i negozi soffrono, i piccoli commercianti si fanno la guerra, le fortune si mettono in gioco e alla fortuna del gioco si affidano illusorie speranze. Su tutto dominano il denaro e l’incubo di diventare poveri; lo sfondo, poi, è il Carnevale, la voglia di festa continua. Insomma, l’Italia. In questo microcosmo oscillante tra culto del denaro e angosce di miseria si muovono personaggi di una concretezza impressionate, sui quali si è posata un’aridità senza rimedio.

Al campiello come luogo di incontro, di scontro, ma anche di festa, si sostituisce il mestissimo Ridotto dove ognuno, protetto dall’anonimato della maschera, può spiare gli altri sperando di non essere riconosciuto. «È una Venezia anomala, scura, silenziosa, semideserta – spiega il regista Giorgio Sangati nelle note di regia –. Perfino il Carnevale rimane sullo sfondo, confinato fuori scena. La festa per eccellenza del rovesciamento, in cui si può fingere di essere ciò che non si è, non può coinvolgere un ceto che può rovesciarsi solo nel proprio vuoto di valori. L’unico piacere (sadico) per i protagonisti sembra derivare dalla contemplazione delle disgrazie altrui. È il trionfo di un individualismo suicida: non a caso questa generazione non ha figli, al limite allievi addestrati ad affrontare un mondo che non fa sconti».

In questa Venezia onirica e misteriosa, scavata da una luce espressionista e da un’acqua che pervade tutto, gli echi vividi e fortissimi di quel Goldoni che Giorgio Strehler e Luca Ronconi seppero memorabilmente interpretare sono portati ai massimi livelli da un cast di grandi interpreti fra cui spicca Sandra Toffolatti nel ruolo di Lugrezia. Le scene sono di Marco Rossi, i costumi di Gianluca Sbicca. Mercoledì 8 marzo alle 17.30 la compagnia incontrerà il pubblico nel foyer del Giovanni da Udine per un nuovo appuntamento di Casa Teatro dal titolo Dipendenza/Indipendenza. Conduce Paola Colombo, interviene Francesco Piani, psichiatra. Appuntamento realizzato in collaborazione con “vicino/lontano” e la redazione del Messaggero Veneto Scuola coordinata da Maria Gabriella Scrufari.

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