Com’era il Friuli ai tempi della Serenissima? Mostra di mappe e vedute in Castello

7 Maggio 2021

Aquileia

UDINE. La Triennale Europea dell’Incisione, alla sua 39^ edizione, presenta al pubblico l’evoluzione culturale e territoriale della Regione Fvg, a partire dalla caduta dello Stato patriarcale di Aquileia per mano della Repubblica di Venezia nel 1420 e nei secoli successivi, pregni di cambiamenti, di sviluppi e di forze in gioco che hanno considerevolmente modificato la Storia. All’interno del progetto “La Patria del Friuli nell’epoca veneziana 1420-1797” articolato su tre appuntamenti culturali annuali (2020-2022), risiede la volontà di promuovere un excursus storico-artistico regionale le cui vaste testimonianze, suddivise con diversi criteri che si compenetrano per creare una visione d’insieme ricca e sfaccettata, portano a un’analisi puntuale a tutto tondo resa attraverso il medium – e il fascino – delle mostre espositive.

Friuli 1420 • 1797. Piante e Vedute, organizzata dalla Triennale Europea dell’Incisione in collaborazione con il Comune di Udine, Civici Musei, la Regione, la Fondazione Friuli e con il patrocinio dell’Università di Udine, è stata inaugurata oggi, venerdì 7 maggio alla presenza del curatore, Giuseppe Bergamini – autore anche del catalogo con testi di Andrea Zannini, direttore Dium dell’Università di Udine, e Antonella Ponta –, del Sindaco di Udine Pietro Fontanini, dell’Assessore alla Cultura dello stesso comune Fabrizio Cigolot, del Presidente della Fondazione Friuli Giuseppe Morandini e dell’Assessore Regionale alla cultura e sport, Tiziana Gibelli.

Udine – Piazza Contarena

L’esposizione conta 50 incisioni di alto valore storico e artistico con piante e vedute di centri abitati che hanno rappresentato snodi importanti nella nostra Regione, come Udine, Palmanova, Cividale, Gemona, San Daniele – e molti altri -, avamposti che sono spesso stati in prima linea negli avvenimenti storici. La rappresentazione sistematica dei territori, nella loro estensione e magnificenza, nella coerenza politica e nella configurazione culturale dell’epoca ha voluto mostrare l’incremento e lo sviluppo storico della città di Udine e del territorio friulano, mettendo in luce antichi modelli di convivenza, confrontandosi con quanto è mutato in questo secolo. Il curatore Giuseppe Bergamini afferma: «La mostra si propone di illustrare, attraverso la cartografia d’epoca e una serie di vedute dei più rappresentativi centri storico-artistici, il territorio nel quale per oltre tre secoli e mezzo l’influenza della grande cultura veneziana è stata determinante» e ancora «periodo fecondo, le cui realizzazioni hanno divulgato l’arte grafica in tutto il mondo allora conosciuto».

Palmanova

Friuli 1420 • 1797. Piante e Vedute è pensata in un’ottica lineare per presentare, passo dopo passo, l’andamento della Storia ma, allo stesso tempo, in un’ottica circolare, fatta di rimandi e ritorni per offrire punti di vista diversi da cui generare riflessioni complete. Parlare di Udine senza considerare il comprensorio friulano sarebbe riduttivo, viste le mille sfaccettature che presenta il territorio, che si estende dai monti al mare, dal Timavo al Livenza e può contare su pregevoli bellezze naturalistiche e su una articolata dislocazione di centri storici, ville, castelli e deliziosi villaggi rurali. Fanno parte del repertorio infatti, immagini di città, di edifici, di divisioni territoriali, in un’ininterrotta continuità data dall’evoluzione storica. Una sorta di elogio all’antichità, agli antichi poteri locali e alle più moderne forze in gioco che si affacciarono nel corso del Quattrocento e imperversarono per i secoli successivi.

Federico Maggiotto – Ulderico Moro: Loggia del Lionello

Per questa ragione, come espresso dall’Assessore regionale Tiziana Gibelli, «si tratta di un periodo, di un’esperienza storica, che ha fornito a tutto il territorio le basi per determinare l’identità, la cultura e le tradizioni che ancora oggi caratterizzano il Friuli». Un particolare riconoscimento è stato espresso anche da Giuseppe Morandini, Presidente della Fondazione Friuli: «Si aggiunge un nuovo tassello per la promozione e la valorizzazione della nostra Regione e degli artisti che nel corso di oltre tre secoli hanno assunto il ruolo di documentare il nostro territorio». Gli strumenti, le rilevazioni, le trasposizioni su carta, l’azione dell’intelletto, l’iconografia tecnica sono stati trasformati in un unicum di conoscenze e in una esplicazione di momenti storici di ampia valenza. «Il valore di questo progetto – plaude Pietro Fontanini, Sindaco di Udine – sta non solo nella bellezza delle antiche mappe e delle stampe della nostra città che vi sono raccolte, ma anche nel loro essere una testimonianza straordinaria».

Friuli 1420 • 1797. Piante e Vedute, sarà aperta al pubblico fino al 27 giugno con i seguenti orari: da martedì a giovedì dalle 14 alle 18; da venerdì a domenica dalle 10 alle 18. Chiuso il lunedì. Il sabato e la domenica è obbligatoria la prenotazione con almeno un giorno di anticipo, negli altri giorni è consigliata la prenotazione telefonica (0432 1272591).

Prenotazione e acquisto online al link http://www.civicimuseiudine.it/it/visita/orari-tickets

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