Come procedere con la Fase2 Analisi del dott. Fulvio Zorzut

18 Aprile 2020

TRIESTE. Pandemia e Fase 2 è il tema di una nuova analisi del dottor Fulvio Zorzut, Medico epidemiologo di Trieste.

Per una ripresa consapevole delle attività produttive è opportuno realizzare, appena possibile, un’indagine di prevalenza sierologica su un campione significativo della popolazione generale, unita a un tracciamento digitale dei contatti degli infetti. E’ molto importante per avere una stima numerica reale dei soggetti guariti. In questo modo si acquisiscono informazioni sull’immunità di gregge, determinata sia dagli immuni naturali che dalle coorti fino ai 60 anni di età che si ammalano meno in modo significativo, in assenza di un vaccino per il quale saranno necessari almeno 12-18 mesi e che determinerebbe un aumento degli immuni anche grazie ai vaccinati. Il programma di riavvio dovrà essere legato alle differenti realtà geografiche della Nazione. Il Sud e le Isole hanno resistito molto bene all’epidemia e sono nelle condizioni di ripartire prima.

In concreto la Fase 2 richiede questi passaggi preliminari

TEST SIEROLOGICI
Con un prelievo di sangue sarà possibile valutare due valori relativi alle immunoglobuline: i primi anticorpi che si manifestano (IgM) permettono, entro cinque giorni dalla comparsa dei sintomi, di confermare la diagnosi di infezione, mentre gli anticorpi IgG compaiono dopo circa due settimane dall’infezione da Sars-CoV-2 e sono utili per individuare gli immuni naturali guariti. Il principio è che se sono presenti le IgG il soggetto è un immune naturale che ha superato l’infezione e quindi si potrebbe permettere a questa parte della popolazione, in età lavorativa, di tornare gradualmente alle attività produttive, eliminando i rischi di diffondere il contagio del virus.

Fulvio Zorzut

I test sierologici sono pertanto strumenti indispensabili di screening sia per capire la prevalenza del virus nella popolazione italiana, che per stabilire le priorità di ritorno al lavoro. L’esito consentirebbe il rilascio di ”Lasciapassare sanitari”. Il problema è che tutti i kit attualmente disponibili sono privi dell’autorizzazione del Consiglio Superiore della Sanità o dell’Istituto Superiore della Sanità e quindi non sono validati per un impiego ufficiale. Le risposte hanno solo un valore indicativo. Nel caso di risposte positive per pregressa infezione è indispensabile fare un controllo incrociato con l’esecuzione di un tampone molecolare di conferma.

CONTACT TRACING
E’ una procedura di sanità pubblica atta a identificare i contatti di soggetti infetti per impedire l’insorgenza di casi secondari. Grazie alle tecnologie digitali, la cittadinanza potrebbe essere tracciata per ricostruire una mappa dei contagi. II tutto nel rispetto delle norme sulla privacy. Google a esempio individua gli utenti attraverso i loro smartphone, e utilizza i dati in modo aggregato e anonimo. Spetta all’utente decidere se collaborare o meno: i dati sulla posizione vengono acquisiti solo se è attiva Google Maps. Ma la tecnologia Gps è stata ritenuta troppo invasiva.

Infatti sarà utilizzata una App denominata Immuni, che sfrutta la tecnologia Bluetooth. Il suo utilizzo sarà gratuito e scaricabile, su base volontaria, sul proprio smartphone. Sarà possibile rilevare la vicinanza tra due smartphone entro un metro e ripercorrere a ritroso tutti gli incontri di una persona risultata positiva al Covid-19, così da poter rintracciare e isolare i potenziali contagiati.
La App conserva sullo smartphone una lista di codici identificativi anonimi di tutti gli altri dispositivi con i quali è stata vicina.

Solo in questo modo si possono elaborare strategie fondate e rigorose, su dati solidi, per far ripartire il Paese prevedendo un rischio epidemiologico accettabile.

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