Colonna sonora “moderna” e dal vivo per un film del 1914

10 Luglio 2017

TRIESTE. Le suggestioni del ‘silent movie’ musicato dal vivo tornano in scena nel segno di Max Reinhartd e della deliziosa pellicola “Eine venetianische Nacht”, che il registra tedesco realizzò dapprima per il teatro, in forma di pantomima, e di cui firmò poi la trasposizione cinematografica. Martedì 11 luglio alle 21.30 al Castello di San Giusto, Bastione Rotondo, nell’ambito di Trieste Estate 2017, riflettori dunque sulla proiezione del film con l’esecuzione dal vivo della colonna sonora a cura dell’Ensemble di fiati del Conservatorio “G. Tartini” di Trieste diretti da Alissia Venier. L’evento è a cura del Conservatorio Tartini di Trieste con la Cineteca del Friuli e Casa del Cinema. In programma musiche di Silvio Bartoli, Stefano Bellon, Davide Coppola e Alberto Potente.

Venetianische Nacht

Si deve a Roberto Turrin, Direttore del Conservatorio, l’idea di avviare una collaborazione costante con Le Giornate del Cinema Muto – Pordenone Silent Film Festival – finalizzata alla realizzazione di colonne sonore originali concepite e prodotte dagli studenti del Conservatorio. L’esecuzione della partitura è stata composta da allievi iscritti alla classe di Composizione del professor Stefano Bellon e curata dalla classe di Musica d’Insieme per Strumenti a Fiato: sarà luogo d’incontro tra il mondo della formazione accademica e quello fattivo della produzione musicale odierna, mondi talvolta assai lontani. Concertazione e Direzione del lavoro sono assegnati agli allievi della classe di Direzione d’Orchestra, a sancire il carattere trasversale e collettivo dell’iniziativa.

“Eine venezianische Nacht” (Notti veneziane, 1914) è firmata dal grande regista teatrale tedesco Max Reinhardt che, girando dal vero in esterni e in interni, con felici intuizioni e sperimentazioni sottili, ha riprodotto anche per il grande schermo un’altrettanto affascinante Venezia “minore”. Venetianische Nacht ebbe importanti riscontri soprattutto in America e deriva da una pantomima ricca di equivoci, un sogno sospeso tra tristezza, grottesco e farsesco, sullo sfondo della “commedia dell’arte”, con un personaggio, Pipistrello, che potrebbe essere Arlecchino ma anche Charlot. I tre “atti” del film sono stati realizzati “on location”: con esterni realistici a partire dal campo antistante la prima stazione ferroviaria realizzata dagli austriaci, per arrivare al Ponte di Rialto, al sagrato di San Michele in Isola, a San Francesco del Deserto, ai tramonti in laguna, ai sottoportici, ai canali e ai campielli: una vera e autentica Venezia minore. E con interni che rivelano, dai riflessi sui vetri degli infissi, dal gioco delle ombre e dagli sbuffi di sole che sprizzano casualmente sulle scenografie, la loro costruzione estemporanea.

Argomenti correlati:

Condividi questo articolo!