Collettiva all’Arttime su L’emozione del colore

2 Aprile 2016

UDINE. La Galleria Arttime di Udine ospita la mostra collettiva dal titolo “L’emozione del colore” dal 2 al 14 aprile. Partecipano a questa rassegna i seguenti artisti: Gabrio Vicentini, Vladimir Dijust, Rosalba Ruzzier, Laura Boletig, Paola Ceci, Giorgio Pace, Liana Degan, Giuseppe Sciancalepore, Valter Candotti.

IMG_1998I quadri di Gabrio Vicentini esprimono colore e semplicità, e sono affiancati l’uno all’altro come se fossero tante scene, tanti quadretti sul mondo, in una visione colorata e “infantile” della vita, intendendo questo termine nella sua accezione positiva. Il gioco, l’armonia, la voglia di rappresentare l’istinto vitale dominano le scene e i paesaggi rappresentati, per diventare piccoli capolavori dell’infanzia. Attraverso una personale pittura gioiosa e giocosa, che si snoda tra fantasia e controllo, ci suggerisce sensazioni e rimandi elaborati con i quali l’osservatore è invitato a confrontarsi. E’ una pittura disciplinata dai toni brillanti, esaltati ulteriormente grazie agli accostamenti fra colori primari e secondari creando una luminosità che sembra interna e viva nell’opera stessa. In alcune opere i colori si fondono con altri materiali: sabbie, cementi e collanti, dove l’impatto dà come risultato produzioni polimateriche equilibrate ed energiche allo stesso tempo.

Vladimir Dijust nei suoi quadri presenta un gioco vivace di segni e colori che agiscono sulla tela per raccontare momenti di vita vissuta, stati d’animo e in particolare la gioia di vivere. Ogni opera racchiude in sé una follia che all’esterno si trasforma in beatitudine; ogni pennellata è un tocco angelico, ogni colore è una vibrante armonia demoniaca. L’uso di varie tecniche lo porta a realizzare una sorta di escursione naturalistico- paesaggistica unendo la natura circostante a quell’ambiente underground umanizzato ma armonizzato dal tocco artistico che riesce a presentarci un quadro dipinto come un mosaico.

Il dipingere di Rosalba Ruzzier è incisivo, denso, condensato. L’evidenza della sua pittura viene dalla sua stessa semplicità, poiché l’astrazione permette di esprimere semplicemente concetti complessi. Le sue opere sono  immagini fluttuanti e multiple, realtà universali, segni che suggeriscono  descrizioni essenziali, mai superflue, che con la loro evidenza ci interrogano più che non ci rivelino. I colori cambiano in ogni quadro e si succedono lasciando l’uno la parola all’altro per continuare un discorso che si amplifica e si modifica di volta in volta, lasciando l’impressione di un qualcosa che è rimasto in sospeso, di una atmosfera che aleggia impalpabile, ma vicina. La relazione tra loro, i toni caldi che si affiancano ai toni freddi creano il movimento,  donano il senso della profondità, creano la prospettiva non solo pittorica, ma della memoria di un passato collettivo nel quale leggere il presente e il futuro. I suoi dipinti concisi sono come  composizioni simboliche  in cui sono presenti la natura, le stagioni dell’uomo e l’esplorazione della possibilità.

IMG_2003Colori che sono tracce; tracce che si manifestano come tasselli di colore. A un’attenta analisi le opere di Laura Boletig sono una riflessione sullo scorrere degli anni. Una riflessione condotta in punta di piedi, come è nelle corde dell’autrice. Come accade quando si corre dietro alle fantasie suggerite dalle forme delle nuvole, allo stesso modo la Boletig si lascia suggestionare dai lacerti sovrapposti dei cartelloni pubblicitari e dai graffiti che spesso li affiancano sui muri cittadini. Questi squarci di colore ormai sbiadito (e riprodotto attraverso l’acquosità tenue degli acquerelli) vengono da lei interpretati come sbiadite manifestazioni del tempo che passa. Tracce del sempre più incalzante avvicendarsi dei costumi della nostra società, ma pure metafora del segno che ognuno di noi lascia nell’altro.

Paola Ceci, artista romana, presenta all’interno di questa rassegna opere originali e dal forte impatto visivo. Il lavoro dell’artista tradisce l’esigenza della fotografa di esprimere le emozioni attraverso il cromatismo che porta con sé, impastando come un macchiaiolo, sovrapponendo densità, sempre in bilico tra il figurativo e l’astratto grazie ad un sapiente amalgama di spazio e tempo.

Giorgio Pace, da siciliano doc, vive un forte rapporto con la natura, e fin da ragazzo assorbe tutta la passione tipica del sud che lo ha portato ad osservare la realtà con uno sguardo particolare. La sua ricerca sull’immagine origina dal rapporto con la fotografia. Primo mezzo espressivo che l’artista sperimenta. Attraverso l’obiettivo della sua macchina fotografica, raccoglie nel suo bagaglio emozionale tanti attimi “rubati” all’animo umano che andranno a nutrire la sua ricerca artistica. Negli anni emerge l’esigenza di sperimentare l’atto pittorico per restituire al gesto sulla tela quanto di quelle immagini era sedimentato nel profondo dall’esperienza fotografica. L’artista affronta i suoi lavori nella continua ricerca di forti contrasti cromatici, producendo energie emozionali che restituiscono tangibilità alle contraddizioni più profonde delle passioni umane. Prima fedele alla realtà più immediata, poi la fantasia visionaria dell’astrazione piega e disorienta la percezione quasi a rendere materico l’impalpabile dell’animo.

IMG_2039Liana Degan coglie l’essenza del ricordo per tradurlo artisticamente, con il suo vedere e sentire, in una nuova trasposizione plasmata con superfici in rilievo e colori legati alla terra. Nei quadri vi è una ricerca di forme e figure che non si evidenziano al primo sguardo ma richiedono un coinvolgimento sensoriale. E’ una continua descrizione fatta di luci e ombre, di masse che escono dalla tela e che investono le forme della natura restituendo un’immagine che a tratti si rivela e diventa testimonianza di memorie. Una pittura che richiede una continua sperimentazione e si basa sulla costruzione di fondi vibranti, di paste voluminose di piccoli pezzi (legni, sabbia, sassi) presi dalla terra per non dimenticare il luogo di appartenenza. I dipinti evidenziano colori dalle tinte profonde e una gestualità dove la pennellata riesce a descrivere l’energia vulcanica data da intervalli di fasi creatrici e distruttrici. Liana conduce il gioco pittorico attraverso una serie di forme tutte da scoprire che costringono l’osservatore ad una ricerca degli elementi inerenti alla mutazione degli eventi naturali.

La luminosità e vivacità coloristica caratterizzano l’opera di Giuseppe Sciancalepore. L’occhio centrale di una cupola-cielo che s’irradia per lo spazio con una festosa gioia di rami, fioriture dai colori pastello ma pregnanti, quasi sorretti da un pergolato di rami centripeti rappresentano una rinnovata gioia di vivere nella rimembranza di una pura felicità vissuta. La pittura di Giuseppe Sciancalepore ci porta sull’autostrada della vita. Su quell’autostrada colorata, nei giardini del paradiso celeste. Le sue narrazioni visive sembrano ambientate nell’Eden. In queste narrazioni è evidente la maestria dell’artista a livello segnico. Lo spazio  e il tempo si annullano per favorire la bellezza di una rappresentazione capace di sedurre lo sguardo dell’astante. Una rappresentazione che indaga la complessità  del narrato attraverso una linguistica segnica dai contorni danzanti. Una linguistica che non è legata ad alcuna aristocrazia della forma, ma che è libera, tanto da far credere, che anche il cosmo possa trasformarsi in un’entità tangibile.

Nella sua opera Valter Candotti sembra narrare un intimo desiderio di vivere in profondità una particolare creatività capace di far intravvedere nelle immagini e nelle forme, situazioni, momenti ed emozioni non ancora espresse e condivise. Attraverso la sua coloratissima pittura astratta l’artista vuole rappresentare una nuova forma di espressione fresca e originale. Una espressività che possa far rivivere sensazioni ed emozioni in modo unico e soggettivo ad ogni osservatore, quasi a riconoscere l’irriducibile diversità emotiva con la quale ciascuno può avvicinarsi a quella medesima espressività.

La mostra sarà visitabile dal 2 al 14 aprile 2016 presso la Galleria Arttime di Vicolo Pulesi, 6 Udine con il seguente orario: lunedì dalle 16.30 alle 19.00 e dal martedì al sabato dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 16.30 alle 19.00.

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